Gentili lettori, vi informo che tra pochi giorni sarà disponibile in libreria il testo "Con gli occhi della vittima. Roberta Ragusa, via Caravaggio, Policoro" (Imma Giuliani, Fabrizio Mignacca - edizioni Ponte Sisto). Come potete capire il libro affronterà, dunque, anche la terribile vicenda sulla quale lavoro, dal mese di settembre del 2011, attraverso questo mio blog (le mie ricerche sul caso, tradottesi nella quantità di fatti-dati-informazioni presenti in questo blog, partirono in realtà già due mesi prima, in luglio. Allòra scrissi un articolo, diviso in tre parti, pubblicato sul portale Cronaca-Nera.it). Questo è il quarto libro che è stato dedicato (integralmente o parzialmente) alla strage dei Santangelo: il primo fu "Il giorno degli assassinii", pubblicato nel 1980 da Marsilio editori e firmato dallo scrittore Carlo Bernari; il secondo fu "Mistero in blu", pubblicato nel 1999 da Einaudi tascabili stile libero e firmato dallo scrittore Carlo Lucarelli; il terzo fu "Napoli, sangue e misteri", pubblicato nel 2004 da Tullio Pironti editore e firmato dalla giornalista Rai e scrittrice Marisa Figurato. Il link che troverete sotto vi permetterà di accedere ad una scheda informativa sul testo ultimo. Grazie come sempre per la vostra attenzione.
Daniele Spisso
http://www.libreriauniversitaria.it/occhi-vittima-roberta-ragusa-via/libro/9788895884585
mercoledì 13 febbraio 2013
venerdì 30 novembre 2012
La puntata di "Notte Criminale" su la strage di via Caravaggio
Gentili lettori, il link che troverete sotto vi permetterà di accedere alla puntata che il programma "Notte Criminale" (Metropolis Tv) dedicò, lo scorso 2 novembre, al caso della strage di via Caravaggio. Buona visione.
http://www.youtube.com/watch?v=882BQ2sIE_k&feature=fvsr
Daniele Spisso
http://www.youtube.com/watch?v=882BQ2sIE_k&feature=fvsr
Daniele Spisso
venerdì 23 novembre 2012
Italia Criminale dedica un articolo alla strage di via Caravaggio
Gentili lettori, il portale Italia Criminale ha dedicato, lo scorso 18 novembre, un articolo alla strage di via Caravaggio. Sono molto contento di questa iniziativa perchè è importante continuare a fare tutto il possibile per riportare assolutamente al centro dell'attualità questa terribile vicenda. E' il modo migliore non solamente per impedire che questa storia sia nuovamente dimenticata ma anche per continuare a chiedere Giustizia attraverso l'apertura di una ufficiale, nuova indagine che possa adesso avvalersi delle nuove potenzialità nel campo delle Scienze forensi con lo scopo di cercare eventuali tracce biologiche utili sui reperti (ancora conservati) della scena del delitto. Per aver posto l'accento su questo punto fondamentale, ringrazio l'autore dell'articolo di Italia Criminale.
*L'articolo:
http://www.italiacriminale.it/la-strage-di-via-caravaggio/
Daniele Spisso
*L'articolo:
http://www.italiacriminale.it/la-strage-di-via-caravaggio/
Daniele Spisso
giovedì 15 novembre 2012
Riflessioni
Penso che un punto fermo delle nostre analisi e interpretazioni sul caso della strage di via Caravaggio è il seguente:
-la sera del 30 ottobre 1975 la famiglia Santangelo non aveva concordato un appuntamento in casa propria con l'assassino. La visita dell'ospite/omicida era insomma del tutto inaspettata per le vittime.
Perchè quando l'assassino si presenta al numero 78 di via Caravaggio, alle 23:30 circa, Domenico Santangelo e Gemma Cenname stanno cenando e Angela Santangelo è a letto, influenzata. Le vittime non si trovano assolutamente nelle condizioni per poter ricevere un ospite atteso. Considerando anche l'ora tarda. In un certo senso, a sostegno di ciò abbiamo anche il contenuto della lettera che Angela scrive al suo fidanzato Nicola Sceral tra le 22.00 e le 22:30 di quella tragica sera. La lettera, infatti, si conclude con la frase di Angela "Sono le 22:30. Chiudo perchè si è fatto tardi e mi auguro di dormire. Riprenderò domani mattina". Questa frase denota l'assenza di un clima di tensione e di preoccupazione in casa Santangelo durante quelle ultime ore: quasi certamente nessuna delle vittime (tanto più Angela) immagina che potrebbe accadere qualcosa di grave di lì a poco dopo. Tanto che la stessa Angela sta per andarsene a letto e sa che l'indomani potrà tornare a scrivere a Nicola.
A meno di non voler considerare questa vaga ipotesi: la visita dell'assassino era stata concordata con i Santangelo ma ad un orario diverso. I Santangelo, dunque, sospendono la cena in attesa dell'arrivo del loro ospite: questi, però, non si presenta più e allora le vittime iniziano a cenare sul tardi, dopo le ore 23:00. Sarà solo intorno alle 23:30, con notevole ritardo, che le vittime riceveranno la sua visita. Domenico Santangelo si alza da tavola e gli apre la porta di casa.
Questo punto si sarebbe potuto chiarire meglio se gli inquirenti avessero ricostruito (se possibile) le abitudini in casa delle vittime per quel che riguardava l'orario solito di cena che loro seguivano. O si sarebbe potuto risolvere se avessero ricostruito più dettagliatamente i loro movimenti per il pomeriggio-sera del 30 ottobre.
-Altre riflessioni che dobbiamo porci sono le seguenti: Domenico Santangelo riceve l'assassino (se questi è effettivamente inatteso) per cortese ospitalità o perchè ritiene che sia l'occasione (a quel punto) di discutere con lui di qualcosa di importante? Di necessario?
Per adesso ancora non lo sappiamo, purtroppo. E' valida, al momento, sia la prima che la seconda ipotesi. Può anche darsi che Domenico Santangelo (in questo caso) non rimanda indietro l'ospite inatteso perchè nei confronti di questi vi è una certa considerazione particolare: entra in casa una persona importante, stimata, benvoluta.
Di certo era qualcuno che i Santangelo conoscevano. E l'ospite conosceva bene loro. Se non era un amico di famiglia, si trattava ugualmente di una persona che sapeva con precisione dove le vittime abitavano e aveva avuto rapporti con loro.
-La strage non è premeditata, quindi neanche l'assassino immagina di doversi trasformare in un Mostro, quella sera. Se fosse premeditata la strage, l'assassino avrebbe portato con se armi proprie o improprie. Non lo fa invece. Adopera un corpo contundente da salotto o da camera da letto (un sopramobile) e un coltello da cucina, presi sul posto. In quella abitazione.
-L'omicida si reca in casa Santangelo alle ore 23:30 perchè solo in quel momento si è liberato da impegni precedenti, per abitudini sue quando deve far visita a qualcuno che conosce o perchè vuole farsi poco notare, attraversando strade poco affollate? E' un quesito che merita qualche considerazione a mio avviso.
-Domenico Santangelo è colui che riceve l'ospite e che lo fa accomodare nello studio, dove discuteranno? Molto probabilmente è lui a riceverlo ma non possiamo essere altrettanto sicuri del fatto che la discussione destinata a sfociare e a degenerare in una spaventosa aggressione (che segnerà l'inizio del massacro) ha avuto luogo tra loro due.
Gli elementi oggettivi raccolti nello studio di Domenico Santangelo depongono a sfavore dell'ipotesi, infatti: davanti alla scrivania non vi erano sedie o poltrone, tranne la poltroncina sulla quale era adagiato il cagnolino Dick (lo si deduce dalla presenza di una coperta semidistesa e da quella di un ossicino di gomma per cani) e che si trovava in posizione laterale rispetto alla scrivania. Su quest'ultima, poi, vi era un solo bicchiere con residui di liquore (generalmente, si tiene compagnìa ad un ospite quando gli si offre da bere). Dietro la scrivania, ancora, viene trovata sul pavimento una macchina da scrivere lontana dalla sua abituale postazione. Questo farebbe pensare che Domenico Santangelo si apprestava ad impiegarla o a riporla.
Queste considerazioni, naturalmente, non devono però neanche far escludere a tutti i costi una discussione tra Domenico Santangelo e l'assassino: l'utilizzo di un sopramobile come arma impropria impiegata all'inizio del massacro, restringe il campo delle possibilità a Domenico e ad Angela. Se l'assassino avesse iniziato la strage da Gemma Cenname (la seconda moglie di Domenico) molto probabilmente avrebbe fatto ricorso ad un coltello da cucina (la Cenname si trovava in cucina al momento della strage), da subito (e non in una seconda fase).
Quindi o il sopramobile proveniva dallo studio (in tal caso: l'assassino discuteva con Domenico Santangelo, dato che il Santangelo era nello studio al momento della strage) o proveniva dalla camera da letto matrimoniale (in tal caso: l'assassino discuteva con Angela Santangelo, dato che Angela era nella camera da letto matrimoniale al momento della strage).
Inoltre, Domenico e Angela vengono colpiti frontalmente. Gemma Cenname, invece, di spalle o quasi.
Secondo l'indagine del '75-'76 è dalla scrivania di Domenico Santangelo, nello studio, che risulterebbe esserci stato qualcosa "fuori posto": un sopramobile che a quanto pare mancava all'appello. Sugli oggetti poggiati sugli altri mobili dell'appartamento (inclusa la camera da letto matrimoniale), invece, mancano dati investigativi di riferimento.
-Perchè l'assassino vuole impedire che la strage sia scoperta quanto prima possibile, compiendo spaventose operazioni per far rallentare la putrefazione dei cadaveri e, prima ancora, sopprimendo anche il cagnolino Dick? L'unica ragione può stare nel fatto che il colpevole aveva bisogno di guadagnare tempo, per qualche motivo preciso. Aveva bisogno di "riprendere fiato" perchè temeva, evidentemente, che sarebbe stato più facile smascherarlo se la strage fosse stata scoperta quanto prima possibile o subito.
Probabilmente era sua intenzione far credere che i Santangelo si fossero allontanati fuori città per un certo numero di giorni. Perciò stacca l'interruttore della corrente elettrica. Questo potrebbe significare che lui conosceva le loro abitudini e che sapeva del fatto che i Santangelo disponevano di contatti fuori sede. Presso i quali fare riferimento quando sollevati da impegni personali o di lavoro.
-Il fatto che l'assassino frughi nella camera da letto personale di Angela Santangelo significa una cosa ben precisa: sapeva che la ragazza poteva nascondere, anche inconsapevolmente, tra gli oggetti che la riguardavano, un qualcosa che avrebbe potuto fungere da elemento di prova a suo carico.
Daniele Spisso
-la sera del 30 ottobre 1975 la famiglia Santangelo non aveva concordato un appuntamento in casa propria con l'assassino. La visita dell'ospite/omicida era insomma del tutto inaspettata per le vittime.
Perchè quando l'assassino si presenta al numero 78 di via Caravaggio, alle 23:30 circa, Domenico Santangelo e Gemma Cenname stanno cenando e Angela Santangelo è a letto, influenzata. Le vittime non si trovano assolutamente nelle condizioni per poter ricevere un ospite atteso. Considerando anche l'ora tarda. In un certo senso, a sostegno di ciò abbiamo anche il contenuto della lettera che Angela scrive al suo fidanzato Nicola Sceral tra le 22.00 e le 22:30 di quella tragica sera. La lettera, infatti, si conclude con la frase di Angela "Sono le 22:30. Chiudo perchè si è fatto tardi e mi auguro di dormire. Riprenderò domani mattina". Questa frase denota l'assenza di un clima di tensione e di preoccupazione in casa Santangelo durante quelle ultime ore: quasi certamente nessuna delle vittime (tanto più Angela) immagina che potrebbe accadere qualcosa di grave di lì a poco dopo. Tanto che la stessa Angela sta per andarsene a letto e sa che l'indomani potrà tornare a scrivere a Nicola.
A meno di non voler considerare questa vaga ipotesi: la visita dell'assassino era stata concordata con i Santangelo ma ad un orario diverso. I Santangelo, dunque, sospendono la cena in attesa dell'arrivo del loro ospite: questi, però, non si presenta più e allora le vittime iniziano a cenare sul tardi, dopo le ore 23:00. Sarà solo intorno alle 23:30, con notevole ritardo, che le vittime riceveranno la sua visita. Domenico Santangelo si alza da tavola e gli apre la porta di casa.
Questo punto si sarebbe potuto chiarire meglio se gli inquirenti avessero ricostruito (se possibile) le abitudini in casa delle vittime per quel che riguardava l'orario solito di cena che loro seguivano. O si sarebbe potuto risolvere se avessero ricostruito più dettagliatamente i loro movimenti per il pomeriggio-sera del 30 ottobre.
-Altre riflessioni che dobbiamo porci sono le seguenti: Domenico Santangelo riceve l'assassino (se questi è effettivamente inatteso) per cortese ospitalità o perchè ritiene che sia l'occasione (a quel punto) di discutere con lui di qualcosa di importante? Di necessario?
Per adesso ancora non lo sappiamo, purtroppo. E' valida, al momento, sia la prima che la seconda ipotesi. Può anche darsi che Domenico Santangelo (in questo caso) non rimanda indietro l'ospite inatteso perchè nei confronti di questi vi è una certa considerazione particolare: entra in casa una persona importante, stimata, benvoluta.
Di certo era qualcuno che i Santangelo conoscevano. E l'ospite conosceva bene loro. Se non era un amico di famiglia, si trattava ugualmente di una persona che sapeva con precisione dove le vittime abitavano e aveva avuto rapporti con loro.
-La strage non è premeditata, quindi neanche l'assassino immagina di doversi trasformare in un Mostro, quella sera. Se fosse premeditata la strage, l'assassino avrebbe portato con se armi proprie o improprie. Non lo fa invece. Adopera un corpo contundente da salotto o da camera da letto (un sopramobile) e un coltello da cucina, presi sul posto. In quella abitazione.
-L'omicida si reca in casa Santangelo alle ore 23:30 perchè solo in quel momento si è liberato da impegni precedenti, per abitudini sue quando deve far visita a qualcuno che conosce o perchè vuole farsi poco notare, attraversando strade poco affollate? E' un quesito che merita qualche considerazione a mio avviso.
-Domenico Santangelo è colui che riceve l'ospite e che lo fa accomodare nello studio, dove discuteranno? Molto probabilmente è lui a riceverlo ma non possiamo essere altrettanto sicuri del fatto che la discussione destinata a sfociare e a degenerare in una spaventosa aggressione (che segnerà l'inizio del massacro) ha avuto luogo tra loro due.
Gli elementi oggettivi raccolti nello studio di Domenico Santangelo depongono a sfavore dell'ipotesi, infatti: davanti alla scrivania non vi erano sedie o poltrone, tranne la poltroncina sulla quale era adagiato il cagnolino Dick (lo si deduce dalla presenza di una coperta semidistesa e da quella di un ossicino di gomma per cani) e che si trovava in posizione laterale rispetto alla scrivania. Su quest'ultima, poi, vi era un solo bicchiere con residui di liquore (generalmente, si tiene compagnìa ad un ospite quando gli si offre da bere). Dietro la scrivania, ancora, viene trovata sul pavimento una macchina da scrivere lontana dalla sua abituale postazione. Questo farebbe pensare che Domenico Santangelo si apprestava ad impiegarla o a riporla.
Queste considerazioni, naturalmente, non devono però neanche far escludere a tutti i costi una discussione tra Domenico Santangelo e l'assassino: l'utilizzo di un sopramobile come arma impropria impiegata all'inizio del massacro, restringe il campo delle possibilità a Domenico e ad Angela. Se l'assassino avesse iniziato la strage da Gemma Cenname (la seconda moglie di Domenico) molto probabilmente avrebbe fatto ricorso ad un coltello da cucina (la Cenname si trovava in cucina al momento della strage), da subito (e non in una seconda fase).
Quindi o il sopramobile proveniva dallo studio (in tal caso: l'assassino discuteva con Domenico Santangelo, dato che il Santangelo era nello studio al momento della strage) o proveniva dalla camera da letto matrimoniale (in tal caso: l'assassino discuteva con Angela Santangelo, dato che Angela era nella camera da letto matrimoniale al momento della strage).
Inoltre, Domenico e Angela vengono colpiti frontalmente. Gemma Cenname, invece, di spalle o quasi.
Secondo l'indagine del '75-'76 è dalla scrivania di Domenico Santangelo, nello studio, che risulterebbe esserci stato qualcosa "fuori posto": un sopramobile che a quanto pare mancava all'appello. Sugli oggetti poggiati sugli altri mobili dell'appartamento (inclusa la camera da letto matrimoniale), invece, mancano dati investigativi di riferimento.
-Perchè l'assassino vuole impedire che la strage sia scoperta quanto prima possibile, compiendo spaventose operazioni per far rallentare la putrefazione dei cadaveri e, prima ancora, sopprimendo anche il cagnolino Dick? L'unica ragione può stare nel fatto che il colpevole aveva bisogno di guadagnare tempo, per qualche motivo preciso. Aveva bisogno di "riprendere fiato" perchè temeva, evidentemente, che sarebbe stato più facile smascherarlo se la strage fosse stata scoperta quanto prima possibile o subito.
Probabilmente era sua intenzione far credere che i Santangelo si fossero allontanati fuori città per un certo numero di giorni. Perciò stacca l'interruttore della corrente elettrica. Questo potrebbe significare che lui conosceva le loro abitudini e che sapeva del fatto che i Santangelo disponevano di contatti fuori sede. Presso i quali fare riferimento quando sollevati da impegni personali o di lavoro.
-Il fatto che l'assassino frughi nella camera da letto personale di Angela Santangelo significa una cosa ben precisa: sapeva che la ragazza poteva nascondere, anche inconsapevolmente, tra gli oggetti che la riguardavano, un qualcosa che avrebbe potuto fungere da elemento di prova a suo carico.
Daniele Spisso
sabato 3 novembre 2012
"Notte Criminale" su la strage di via Caravaggio
Gentili lettori, vi informo che domenica 4 novembre alle ore 11:00 e lunedì 5 novembre alle ore 12:00 andrà in onda su Metropolis Tv (canale 669 del digitale terrestre) una puntata della trasmissione Notte Criminale interamente dedicata al caso della strage di via Caravaggio.
In studio, la Dott.ssa Mariarosaria Alfieri e la Dott.ssa Antonella Esposito (rispettivamente Presidente e membro dell'associazione culturale Criminalt, che si occupa di Criminologia e Scienze sociali).
Il programma mostrerà una intervista realizzata lo scorso 11 settembre, in via Caravaggio, al Sign. Santino Simonetti, figlio della Sign.ra Caterina Simonelli (nel 1975 condomina nel palazzo del triplice delitto, che la notte tra il 30 ed il 31 ottobre udì un grido soffocato di donna, un tonfo e altri rumori strani e inquietanti provenire da casa Santangelo, tra le ore 23:30 e l'1:00 e poi tra le 3:00 e le 5:00 del mattino).
Daniele Spisso
In studio, la Dott.ssa Mariarosaria Alfieri e la Dott.ssa Antonella Esposito (rispettivamente Presidente e membro dell'associazione culturale Criminalt, che si occupa di Criminologia e Scienze sociali).
Il programma mostrerà una intervista realizzata lo scorso 11 settembre, in via Caravaggio, al Sign. Santino Simonetti, figlio della Sign.ra Caterina Simonelli (nel 1975 condomina nel palazzo del triplice delitto, che la notte tra il 30 ed il 31 ottobre udì un grido soffocato di donna, un tonfo e altri rumori strani e inquietanti provenire da casa Santangelo, tra le ore 23:30 e l'1:00 e poi tra le 3:00 e le 5:00 del mattino).
Daniele Spisso
martedì 4 settembre 2012
La puntata di Telefono Giallo sul caso della strage di via Caravaggio
Gentili lettori, vi comunico che da oggi è possibile prendere visione, attraverso questo blog, della puntata del celebre programma tv d'inchieste giornalistiche sulla cronaca nera Telefono Giallo che fu dedicata, il 23 dicembre 1988, al caso della strage di via Caravaggio. La trasmissione è divisa complessivamente in 12 parti;12 filmati video (della durata di circa un quarto d'ora ciascuno). Buona visione (Daniele Spisso)
http://www.youtube.com/watch?v=kHUdpCcLsbg&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre- 23 dicembre 1988 - prima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=Be60F-ISNho&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - seconda parte)
http://www.youtube.com/watch?v=E8jPh-YshJ8&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - terza parte)
http://www.youtube.com/watch?v=kqD4n1fsx2M&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - quarta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=xA0bHKT4Pio&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - quinta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=gXQmSmxDnJc&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - sesta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=fZQ7yBu0QcU&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - settima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=-LqSY2QFkGs&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - ottava parte)
http://www.youtube.com/watch?v=iQ9TGhd8CEY&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - nona parte)
http://www.youtube.com/watch?v=VbNcfmx4Ruo&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - decima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=rhOUeE32aH8&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - undicesima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=Xp4XMjB0Kls&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - dodicesima ed ultima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=kHUdpCcLsbg&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre- 23 dicembre 1988 - prima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=Be60F-ISNho&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - seconda parte)
http://www.youtube.com/watch?v=E8jPh-YshJ8&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - terza parte)
http://www.youtube.com/watch?v=kqD4n1fsx2M&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - quarta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=xA0bHKT4Pio&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - quinta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=gXQmSmxDnJc&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - sesta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=fZQ7yBu0QcU&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - settima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=-LqSY2QFkGs&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - ottava parte)
http://www.youtube.com/watch?v=iQ9TGhd8CEY&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - nona parte)
http://www.youtube.com/watch?v=VbNcfmx4Ruo&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - decima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=rhOUeE32aH8&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - undicesima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=Xp4XMjB0Kls&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - dodicesima ed ultima parte)
giovedì 30 agosto 2012
Le mie ricerche sul caso - Un anno dopo
Era il 13 luglio 2011 quando decisi di iniziare le mie ricerche sulla vicenda della strage Santangelo. Da un pò di tempo inseguivo l'idea di riaprire questa scioccante storia di sangue del lontano ottobre 1975. In primo luogo, perchè si tratta di un terribile caso di cronaca (davvero cruento e quasi unico nel suo "genere") avvenuto nella mia città, Napoli. In secondo luogo, perchè è un fatto rimasto impunito, senza un colpevole (almeno per adesso ancora - confido infatti di essere un inguaribile ottimista sulla possibilità di venire a capo di un omicidio, anche dopo 60 anni). La mia "investigazione personale", finalizzata a rimettere insieme i pezzi di questa storia per ricomporli come in un puzzle e vedere cosa avrebbero suggerito e cosa avrebbero fatto capire o nella migliore delle ipotesi dimostrato, è stata molto fortunata, devo essere sincero: ho potuto anzitutto beneficiare della disponibilità massima e della grande correttezza dell'avvocato Mario Zarrelli (colui che per 30 anni è stato non solo la memoria storica di questa vicenda perchè coinvolto a livello personale, essendo il nipote di una delle tre vittime di via Caravaggio, ma che è stato anche lo sfortunato protagonista, assieme a suo fratello Domenico soprattutto, di una vicenda investigativa caratterizzata da moltissimi errori). L'incontro con l'avvocato Zarrelli è stato per me molto prezioso perchè ho avuto la possibilità di entrare con la mente in quei fatti, acquisendo dalla viva voce di chi li ha tragicamente vissuti in prima persona tutta la dimensione di una storia inquietante e che allo stesso tempo fa rabbia. Fa rabbia perchè erano tanti gli elementi a portata di mano degli investigatori, già sulla scena del crimine, e ritengo dal mio punto di vista che l'assassino di via Caravaggio è stato il più imperfetto e in realtà il meno astuto di tutti coloro che si rendono responsabili di un crimine. E' stato anche lui un criminale sciocco. Uno che di tracce ne aveva lasciate, in quell'elegante appartamento napoletano trasformato in una casa dell'orrore. Bastava indagare nella vita privata di tutte e tre le vittime per trovare qualcosa (e per ricostruire l'esatta dinamica del fatto - chi, dei tre Santangelo, fu colpito per primo dal folle assassino) e bastava dare una identità a quelle tracce trovate sulla scena del crimine, scavando tra le persone che conoscevano molto bene tutti e tre i Santangelo (non a caso adopero la frase "tutti e tre"). Anzichè costruire invece una teoria sul depistaggio: anzichè ritenere che quelle tracce fossero la conseguenza non del passaggio dell'assassino ma di una operazione fatta da altri, per conto suo, al fine di disorientare gli inquirenti. Questa si chiama forzatura. E non sarebbe stato neanche difficile adempiere a questo compito: visto che i Santangelo erano persone molto riservate, che coltivavano pochissimo la socializzazione e visto che erano pochissime le persone che potevano frequentare quell'elegante appartamento come loro ospiti (tutto ciò naturalmente lo si evince dai dati generali raccolti su di loro nel 1975 da chi di dovere e che abbiamo illustrato attraverso questo blog). E' stata una indagine fortunata anche perchè molto è stato il materiale che sono riuscito ad acquisire (e che mi ha permesso di risalire a una serie di informazioni determinanti e di ricostruirle, in massima parte, come fossero emerse un anno fa anzichè quasi 40 anni fa) e perchè, tranne che in qualche caso, ho trovato ancora alcuni testimoni (oltre l'avvocato Mario Zarrelli già citato) abbastanza disponibili a rilasciarmi dichiarazioni su ciò che ricordavano e su ciò che sapevano. Non nascondo che tutto questo mi ha procurato una grandissima soddisfazione, perchè i miei sforzi finalizzati a rimettere in moto, a far ripartire, una storia che ormai era stata dimenticata da molti (e che tanti non conoscevano neanche - specie quelli della mia generazione, e che non sono di Napoli) e che era considerata "archiviata" sono stati premiati. Non posso dire di più, infatti, ma la Procura di Napoli sta nuovamente seguendo, da 9 mesi, questo caso e ove vi fossero possibilità concrete di effettuare nuovi tentativi si procederà di conseguenza. Sicuramente si potrebbe fare qualcosa per recuperare i reperti della scena del crimine e indirizzarli ai nuovi esami, oggi possibili, in materia di Scienze forensi. Questa è certamente una novità che potrebbe giustificare una ufficiale riapertura del caso da parte dell'autorità competente; proprio perchè nel 1975 non era possibile intervenire in tal senso e proprio perchè, dunque, fino ad oggi mai hanno avuto luogo questi esperimenti scientifici, questi tentativi sui reperti del triplice delitto. Ed è altrettanto importante, e doveroso, sottolineare che vi sono almeno due sospettati del caso (entrati marginalmente ma a buon diritto nell'inchiesta su questa vicenda, a seguito di elementi di sospetto e indizi a loro carico alquanto preoccupanti e seri) sui quali poter effettuare esami di comparazione sul DNA (tentativo chiaramente possibile anche per accertamento su sospettati deceduti nel frattempo). Come spesso vado scrivendo quando mi occupo nel web di casi di cronaca nera, la memoria è una cosa molto importante: ricordare i fatti, ricordare ciò che è accaduto alle vittime, ricordare gli indizi e gli elementi di sospetto, è fondamentale per tenere viva l'attenzione e (soprattutto) per stimolare perennemente un'ansia di ricerca della verità (senza pregiudizi, qualunque essa sia).
Perchè ci sono ancora tre persone ed un cane che sono state brutalmente uccise senza avere giustizia. Perchè c'è un assassino del quale tutti i cittadini devono conoscere l'identità: che sia ancora vivo o che sia già morto. Perchè c'è una persona (Domenico Zarrelli) che è stata sì ripagata di tutto ciò che le è capitato ma che, per troppi anni, ha pagato al posto di questo vero assassino. Domenico Zarrelli è anche lui una vittima di questo assassino: la quarta vittima, come è riportato in una delle sentenze del Tribunale che lo hanno assolto.
Ogni volta che ho la possibilità e l'occasione di passare per via Caravaggio mi soffermo a guardare il palazzo al numero civico 78 e guardo quello che nel 1975 era il balcone di casa Santangelo. Non è facile descrivere le sensazioni che si avvertono, e vi lascio immaginare cosa si può provare entrando nel palazzo e arrivando dinanzi a quelle che erano le porte d'ingresso di casa Santangelo. Vederle come la sera in cui fu scoperta la strage: chiuse, con un silenzio totale che proviene dietro queste. Ma la sensazione più forte è quella di un luogo che rappresenta ancora una ferita aperta, per la giustizia italiana e per la società civile. Nella stanza che si trova dietro quel balcone, dietro le porte d'ingresso degli interni 21 e 22 al quarto piano ci sono ancora davanti agli occhi le immagini del sangue, di due corpi in decomposizione depositati in una vasca da bagno assieme ad un cagnolino, di una giovanissima ragazza avvolta su un letto in un lenzuolo impregnato di sangue. Di un tavolo da cucina apparecchiato per la cena e di una lettera scritta ad un fidanzato: simboli di una tranquillità distrutta d'improvviso da un orrore incredibile e indescrivibile. Una rabbia che è lucidamente esplosa trasformando una persona qualunque in un Jack lo squartatore.
C'è ancora odore di morte dietro quelle porte d'ingresso (ancora oggi identiche come nel 1975, quando il vigile del fuoco, che era entrato in casa Santangelo assieme alla polizia, si avvicinò ad una di esse gridando, al dottor Romano Argenio della Squadra Mobile, che lo attendeva sull'uscio, "Sangue! sangue!").
Quell'odore non scomparirà e quelle immagini di morte non se ne andranno da lì finchè non sapremo chi fu l'assassino di via Caravaggio. Finchè non sapremo chi uccise Domenico, Gemma, Angela, Dick.
Daniele Spisso
Perchè ci sono ancora tre persone ed un cane che sono state brutalmente uccise senza avere giustizia. Perchè c'è un assassino del quale tutti i cittadini devono conoscere l'identità: che sia ancora vivo o che sia già morto. Perchè c'è una persona (Domenico Zarrelli) che è stata sì ripagata di tutto ciò che le è capitato ma che, per troppi anni, ha pagato al posto di questo vero assassino. Domenico Zarrelli è anche lui una vittima di questo assassino: la quarta vittima, come è riportato in una delle sentenze del Tribunale che lo hanno assolto.
Ogni volta che ho la possibilità e l'occasione di passare per via Caravaggio mi soffermo a guardare il palazzo al numero civico 78 e guardo quello che nel 1975 era il balcone di casa Santangelo. Non è facile descrivere le sensazioni che si avvertono, e vi lascio immaginare cosa si può provare entrando nel palazzo e arrivando dinanzi a quelle che erano le porte d'ingresso di casa Santangelo. Vederle come la sera in cui fu scoperta la strage: chiuse, con un silenzio totale che proviene dietro queste. Ma la sensazione più forte è quella di un luogo che rappresenta ancora una ferita aperta, per la giustizia italiana e per la società civile. Nella stanza che si trova dietro quel balcone, dietro le porte d'ingresso degli interni 21 e 22 al quarto piano ci sono ancora davanti agli occhi le immagini del sangue, di due corpi in decomposizione depositati in una vasca da bagno assieme ad un cagnolino, di una giovanissima ragazza avvolta su un letto in un lenzuolo impregnato di sangue. Di un tavolo da cucina apparecchiato per la cena e di una lettera scritta ad un fidanzato: simboli di una tranquillità distrutta d'improvviso da un orrore incredibile e indescrivibile. Una rabbia che è lucidamente esplosa trasformando una persona qualunque in un Jack lo squartatore.
C'è ancora odore di morte dietro quelle porte d'ingresso (ancora oggi identiche come nel 1975, quando il vigile del fuoco, che era entrato in casa Santangelo assieme alla polizia, si avvicinò ad una di esse gridando, al dottor Romano Argenio della Squadra Mobile, che lo attendeva sull'uscio, "Sangue! sangue!").
Quell'odore non scomparirà e quelle immagini di morte non se ne andranno da lì finchè non sapremo chi fu l'assassino di via Caravaggio. Finchè non sapremo chi uccise Domenico, Gemma, Angela, Dick.
Daniele Spisso
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