Gentili lettori, vi comunico che da oggi è possibile prendere visione, attraverso questo blog, della puntata del celebre programma tv d'inchieste giornalistiche sulla cronaca nera Telefono Giallo che fu dedicata, il 23 dicembre 1988, al caso della strage di via Caravaggio. La trasmissione è divisa complessivamente in 12 parti;12 filmati video (della durata di circa un quarto d'ora ciascuno). Buona visione (Daniele Spisso)
http://www.youtube.com/watch?v=kHUdpCcLsbg&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre- 23 dicembre 1988 - prima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=Be60F-ISNho&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - seconda parte)
http://www.youtube.com/watch?v=E8jPh-YshJ8&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - terza parte)
http://www.youtube.com/watch?v=kqD4n1fsx2M&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - quarta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=xA0bHKT4Pio&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - quinta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=gXQmSmxDnJc&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - sesta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=fZQ7yBu0QcU&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - settima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=-LqSY2QFkGs&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - ottava parte)
http://www.youtube.com/watch?v=iQ9TGhd8CEY&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - nona parte)
http://www.youtube.com/watch?v=VbNcfmx4Ruo&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - decima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=rhOUeE32aH8&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - undicesima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=Xp4XMjB0Kls&feature=g-all-u (Telefono Giallo - Raitre - 23 dicembre 1988 - dodicesima ed ultima parte)
martedì 4 settembre 2012
giovedì 30 agosto 2012
Le mie ricerche sul caso - Un anno dopo
Era il 13 luglio 2011 quando decisi di iniziare le mie ricerche sulla vicenda della strage Santangelo. Da un pò di tempo inseguivo l'idea di riaprire questa scioccante storia di sangue del lontano ottobre 1975. In primo luogo, perchè si tratta di un terribile caso di cronaca (davvero cruento e quasi unico nel suo "genere") avvenuto nella mia città, Napoli. In secondo luogo, perchè è un fatto rimasto impunito, senza un colpevole (almeno per adesso ancora - confido infatti di essere un inguaribile ottimista sulla possibilità di venire a capo di un omicidio, anche dopo 60 anni). La mia "investigazione personale", finalizzata a rimettere insieme i pezzi di questa storia per ricomporli come in un puzzle e vedere cosa avrebbero suggerito e cosa avrebbero fatto capire o nella migliore delle ipotesi dimostrato, è stata molto fortunata, devo essere sincero: ho potuto anzitutto beneficiare della disponibilità massima e della grande correttezza dell'avvocato Mario Zarrelli (colui che per 30 anni è stato non solo la memoria storica di questa vicenda perchè coinvolto a livello personale, essendo il nipote di una delle tre vittime di via Caravaggio, ma che è stato anche lo sfortunato protagonista, assieme a suo fratello Domenico soprattutto, di una vicenda investigativa caratterizzata da moltissimi errori). L'incontro con l'avvocato Zarrelli è stato per me molto prezioso perchè ho avuto la possibilità di entrare con la mente in quei fatti, acquisendo dalla viva voce di chi li ha tragicamente vissuti in prima persona tutta la dimensione di una storia inquietante e che allo stesso tempo fa rabbia. Fa rabbia perchè erano tanti gli elementi a portata di mano degli investigatori, già sulla scena del crimine, e ritengo dal mio punto di vista che l'assassino di via Caravaggio è stato il più imperfetto e in realtà il meno astuto di tutti coloro che si rendono responsabili di un crimine. E' stato anche lui un criminale sciocco. Uno che di tracce ne aveva lasciate, in quell'elegante appartamento napoletano trasformato in una casa dell'orrore. Bastava indagare nella vita privata di tutte e tre le vittime per trovare qualcosa (e per ricostruire l'esatta dinamica del fatto - chi, dei tre Santangelo, fu colpito per primo dal folle assassino) e bastava dare una identità a quelle tracce trovate sulla scena del crimine, scavando tra le persone che conoscevano molto bene tutti e tre i Santangelo (non a caso adopero la frase "tutti e tre"). Anzichè costruire invece una teoria sul depistaggio: anzichè ritenere che quelle tracce fossero la conseguenza non del passaggio dell'assassino ma di una operazione fatta da altri, per conto suo, al fine di disorientare gli inquirenti. Questa si chiama forzatura. E non sarebbe stato neanche difficile adempiere a questo compito: visto che i Santangelo erano persone molto riservate, che coltivavano pochissimo la socializzazione e visto che erano pochissime le persone che potevano frequentare quell'elegante appartamento come loro ospiti (tutto ciò naturalmente lo si evince dai dati generali raccolti su di loro nel 1975 da chi di dovere e che abbiamo illustrato attraverso questo blog). E' stata una indagine fortunata anche perchè molto è stato il materiale che sono riuscito ad acquisire (e che mi ha permesso di risalire a una serie di informazioni determinanti e di ricostruirle, in massima parte, come fossero emerse un anno fa anzichè quasi 40 anni fa) e perchè, tranne che in qualche caso, ho trovato ancora alcuni testimoni (oltre l'avvocato Mario Zarrelli già citato) abbastanza disponibili a rilasciarmi dichiarazioni su ciò che ricordavano e su ciò che sapevano. Non nascondo che tutto questo mi ha procurato una grandissima soddisfazione, perchè i miei sforzi finalizzati a rimettere in moto, a far ripartire, una storia che ormai era stata dimenticata da molti (e che tanti non conoscevano neanche - specie quelli della mia generazione, e che non sono di Napoli) e che era considerata "archiviata" sono stati premiati. Non posso dire di più, infatti, ma la Procura di Napoli sta nuovamente seguendo, da 9 mesi, questo caso e ove vi fossero possibilità concrete di effettuare nuovi tentativi si procederà di conseguenza. Sicuramente si potrebbe fare qualcosa per recuperare i reperti della scena del crimine e indirizzarli ai nuovi esami, oggi possibili, in materia di Scienze forensi. Questa è certamente una novità che potrebbe giustificare una ufficiale riapertura del caso da parte dell'autorità competente; proprio perchè nel 1975 non era possibile intervenire in tal senso e proprio perchè, dunque, fino ad oggi mai hanno avuto luogo questi esperimenti scientifici, questi tentativi sui reperti del triplice delitto. Ed è altrettanto importante, e doveroso, sottolineare che vi sono almeno due sospettati del caso (entrati marginalmente ma a buon diritto nell'inchiesta su questa vicenda, a seguito di elementi di sospetto e indizi a loro carico alquanto preoccupanti e seri) sui quali poter effettuare esami di comparazione sul DNA (tentativo chiaramente possibile anche per accertamento su sospettati deceduti nel frattempo). Come spesso vado scrivendo quando mi occupo nel web di casi di cronaca nera, la memoria è una cosa molto importante: ricordare i fatti, ricordare ciò che è accaduto alle vittime, ricordare gli indizi e gli elementi di sospetto, è fondamentale per tenere viva l'attenzione e (soprattutto) per stimolare perennemente un'ansia di ricerca della verità (senza pregiudizi, qualunque essa sia).
Perchè ci sono ancora tre persone ed un cane che sono state brutalmente uccise senza avere giustizia. Perchè c'è un assassino del quale tutti i cittadini devono conoscere l'identità: che sia ancora vivo o che sia già morto. Perchè c'è una persona (Domenico Zarrelli) che è stata sì ripagata di tutto ciò che le è capitato ma che, per troppi anni, ha pagato al posto di questo vero assassino. Domenico Zarrelli è anche lui una vittima di questo assassino: la quarta vittima, come è riportato in una delle sentenze del Tribunale che lo hanno assolto.
Ogni volta che ho la possibilità e l'occasione di passare per via Caravaggio mi soffermo a guardare il palazzo al numero civico 78 e guardo quello che nel 1975 era il balcone di casa Santangelo. Non è facile descrivere le sensazioni che si avvertono, e vi lascio immaginare cosa si può provare entrando nel palazzo e arrivando dinanzi a quelle che erano le porte d'ingresso di casa Santangelo. Vederle come la sera in cui fu scoperta la strage: chiuse, con un silenzio totale che proviene dietro queste. Ma la sensazione più forte è quella di un luogo che rappresenta ancora una ferita aperta, per la giustizia italiana e per la società civile. Nella stanza che si trova dietro quel balcone, dietro le porte d'ingresso degli interni 21 e 22 al quarto piano ci sono ancora davanti agli occhi le immagini del sangue, di due corpi in decomposizione depositati in una vasca da bagno assieme ad un cagnolino, di una giovanissima ragazza avvolta su un letto in un lenzuolo impregnato di sangue. Di un tavolo da cucina apparecchiato per la cena e di una lettera scritta ad un fidanzato: simboli di una tranquillità distrutta d'improvviso da un orrore incredibile e indescrivibile. Una rabbia che è lucidamente esplosa trasformando una persona qualunque in un Jack lo squartatore.
C'è ancora odore di morte dietro quelle porte d'ingresso (ancora oggi identiche come nel 1975, quando il vigile del fuoco, che era entrato in casa Santangelo assieme alla polizia, si avvicinò ad una di esse gridando, al dottor Romano Argenio della Squadra Mobile, che lo attendeva sull'uscio, "Sangue! sangue!").
Quell'odore non scomparirà e quelle immagini di morte non se ne andranno da lì finchè non sapremo chi fu l'assassino di via Caravaggio. Finchè non sapremo chi uccise Domenico, Gemma, Angela, Dick.
Daniele Spisso
Perchè ci sono ancora tre persone ed un cane che sono state brutalmente uccise senza avere giustizia. Perchè c'è un assassino del quale tutti i cittadini devono conoscere l'identità: che sia ancora vivo o che sia già morto. Perchè c'è una persona (Domenico Zarrelli) che è stata sì ripagata di tutto ciò che le è capitato ma che, per troppi anni, ha pagato al posto di questo vero assassino. Domenico Zarrelli è anche lui una vittima di questo assassino: la quarta vittima, come è riportato in una delle sentenze del Tribunale che lo hanno assolto.
Ogni volta che ho la possibilità e l'occasione di passare per via Caravaggio mi soffermo a guardare il palazzo al numero civico 78 e guardo quello che nel 1975 era il balcone di casa Santangelo. Non è facile descrivere le sensazioni che si avvertono, e vi lascio immaginare cosa si può provare entrando nel palazzo e arrivando dinanzi a quelle che erano le porte d'ingresso di casa Santangelo. Vederle come la sera in cui fu scoperta la strage: chiuse, con un silenzio totale che proviene dietro queste. Ma la sensazione più forte è quella di un luogo che rappresenta ancora una ferita aperta, per la giustizia italiana e per la società civile. Nella stanza che si trova dietro quel balcone, dietro le porte d'ingresso degli interni 21 e 22 al quarto piano ci sono ancora davanti agli occhi le immagini del sangue, di due corpi in decomposizione depositati in una vasca da bagno assieme ad un cagnolino, di una giovanissima ragazza avvolta su un letto in un lenzuolo impregnato di sangue. Di un tavolo da cucina apparecchiato per la cena e di una lettera scritta ad un fidanzato: simboli di una tranquillità distrutta d'improvviso da un orrore incredibile e indescrivibile. Una rabbia che è lucidamente esplosa trasformando una persona qualunque in un Jack lo squartatore.
C'è ancora odore di morte dietro quelle porte d'ingresso (ancora oggi identiche come nel 1975, quando il vigile del fuoco, che era entrato in casa Santangelo assieme alla polizia, si avvicinò ad una di esse gridando, al dottor Romano Argenio della Squadra Mobile, che lo attendeva sull'uscio, "Sangue! sangue!").
Quell'odore non scomparirà e quelle immagini di morte non se ne andranno da lì finchè non sapremo chi fu l'assassino di via Caravaggio. Finchè non sapremo chi uccise Domenico, Gemma, Angela, Dick.
Daniele Spisso
giovedì 31 maggio 2012
Archivio video sul caso della strage di via Caravaggio (1999 - 2012)
Gentili lettori, questo post è dedicato alla concentrazione di tutti i servizi televisivi andati in onda [o ai contributi video preparati per il web e pubblicati attraverso il web] tra il 1999 ed il 2012 sul caso della strage di via Caravaggio. Buona visione (Daniele Spisso)
http://www.youtube.com/watch?v=fpyHoq6ggRw (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - prima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=MGK3LvuSGlo (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - seconda parte)
http://www.youtube.com/watch?v=eev8hVPX4Cg (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - terza parte)
http://www.youtube.com/watch?v=mQjs0gyWz-U (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - quarta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=atIJW3uJ_wk (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - quinta ed ultima parte)
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http://www.youtube.com/watch?v=xSJGWDrEVaU&feature=related (Chi l'ha visto? - Raitre - 2 maggio 2012 / le interviste rilasciate da Tino e Cristina Simonetti sono state registrate il 3 febbraio 2012)
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http://www.youtube.com/watch?v=3lu2B796TXU (Unomattina - Raiuno - 31 maggio 2012 / l'intervista rilasciata da Tino Simonetti è stata registrata il 29 maggio 2012)
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http://www.youtube.com/watch?v=KCv2XXY24oc (video preparato dal blog "Delitti e vecchie storie" - pubblicato in You Tube il 30 maggio 2012)
http://www.youtube.com/watch?v=fpyHoq6ggRw (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - prima parte)
http://www.youtube.com/watch?v=MGK3LvuSGlo (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - seconda parte)
http://www.youtube.com/watch?v=eev8hVPX4Cg (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - terza parte)
http://www.youtube.com/watch?v=mQjs0gyWz-U (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - quarta parte)
http://www.youtube.com/watch?v=atIJW3uJ_wk (Blu notte - Raitre - 23 giugno 1999 - quinta ed ultima parte)
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http://www.youtube.com/watch?v=xSJGWDrEVaU&feature=related (Chi l'ha visto? - Raitre - 2 maggio 2012 / le interviste rilasciate da Tino e Cristina Simonetti sono state registrate il 3 febbraio 2012)
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http://www.youtube.com/watch?v=3lu2B796TXU (Unomattina - Raiuno - 31 maggio 2012 / l'intervista rilasciata da Tino Simonetti è stata registrata il 29 maggio 2012)
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http://www.youtube.com/watch?v=KCv2XXY24oc (video preparato dal blog "Delitti e vecchie storie" - pubblicato in You Tube il 30 maggio 2012)
Unomattina e il suo contributo sul caso della strage di via Caravaggio
Anche Unomattina ha dato un essenziale e bel contributo sul caso della strage di via Caravaggio, stamane. Sono molto contento.
Ringrazio moltissimo il teste Tino Simonetti per l'importante apporto che ha
dato anche a Unomattina su questa terribile vicenda che grida giustizia da tutte le parti e per aver citato il DNA come fondamentale nuovo
strumento d'indagine sui reperti della scena del crimine. Continuo ad augurarmi che qualche familiare delle vittime (di Domenico Santangelo, in particolare), ancora vivo, possa farsi avanti verso chi di competenza per esternare il proprio interesse nella riapertura delle indagini e per volerle seguire da vicino. Perchè è molto importante che ciò accada: in un certo senso, infatti, anche l'interesse dei familiari delle vittime è necessario per stimolare e accellerare nuove indagini.
Daniele Spisso
Daniele Spisso
mercoledì 30 maggio 2012
Unomattina 31 maggio 2012 (salvo rimandi)
Gentili lettori, domani il programma televisivo "Unomattina", in onda su Raiuno, potrebbe occuparsi del caso della strage di via Caravaggio. E' prevista una nuova intervista televisiva rilasciata di recente da Tino Simonetti, un testimone (all'epoca 11enne) che abitava nel palazzo del delitto Santangelo proprio nel 1975 e che oggi, come già è successo con Chi l'ha visto? lo scorso 2 maggio, riporta in attualità le utili ed interessanti dichiarazioni che rilasciò all'epoca agli inquirenti sua madre, Caterina Simonelli (colei che dal suo appartamento, sito in posizione sottostante alla casa delle vittime, udì, la notte del 30-31 ottobre, inquietanti rumori compatibili con le azioni dell'assassino) e porta in attualità i drammatici ricordi personali che lui ha dei giorni successivi alla scoperta della strage, caratterizzati da un clima che (per la ferocia di un delitto così misterioso) in tutta Napoli aveva suscitato allarme e in via Caravaggio aveva suscitato autentica paura.
Daniele Spisso
Daniele Spisso
mercoledì 9 maggio 2012
Passaggi verbali d'interrogatorio (1975) dei coniugi De Lillo, conoscenti di Gemma Cenname
-Bruno De Lillo [*professione: Generale medico]
L'anno
1975, addì 11 del mese di Novembre negli uffici della Squadra Mobile della
Questura di Napoli. -
Innanzi
a Noi sottoscritto Sost. Proc. dott. I. Ormanni è presente: DE LILLO Bruno fu
Aurelio e di Teresa Montanaro, nato a Caserta il 16.4.1912, domiciliato in
Napoli Via Lepanto n. 111, il quale interrogato risponde:
"Sono
parente largo della famiglia Cenname e comunque con la signora Gemma sia mia
moglie che io abbiamo avuto rapporti molto frequenti con la Gemma anche perchè
ha assistito come ostetrica le mie figlie. Ricordo che mi fece conoscere il
Santangelo prima del matrimonio per chiedere un parere a me ed a mia moglie e
ricordo anche che non ricevetti un'ottima impressione da questa conoscenza.
Successivamente e cioè da quattro a cinque mesi a questa parte la Cenname era
in uno stato di tensione particolare, mi parlò spesso delle sue perplessità in
merito ai guadagni del marito e del fatto che la casa veniva frequentata da
persone che non le piacevano molto. Mi parlò addirittura della sua
determinazione di separarsi ed a mio giudizio avrebbe già preso da tempo questa
decisione se non fosse stata trattenuta dal pensiero dei pettegolezzi che
sarebbero sorti nel suo paese di origine. Ricordo anche che aveva timore di
essere privata dei suoi gioielli, tanto che dietro sue insistenze nel mese di
luglio di questo anno io l'accompagnai presso l'Agenzia n. 18 del Banco di
Napoli (*viale di Augusto 5/7, Napoli; n.d.r.) per farle aprire una cassetta di sicurezza ed un conto corrente. Ricordo
perfettamente che quel giorno entrò in banca con la borsa che portava sotto il
braccio e in un momento in cui mantenni io la borsa vidi che c'erano dei titoli
ed un involto che conteneva degli oggetti. Dedussi che questi oggetti fossero i
gioielli che lei voleva custodire dato che non entrai nel locale delle cassette
di sicurezza. Fatto sta che al termine della operazione, lei mi disse che si
sentiva più tranquilla ed anzi aggiunse che voleva portare in banca anche la
sua argenteria e addirittura la biancheria di maggior valore. Su queste due ultime
cose io cercai di dissuaderla o comunque di ritardare quanto meno la faccenda
per evitare che il marito e la figliastra potessero avere delle reazioni poco
piacevoli [...] Mi risulta che per due volte a casa di Gemma in Via Mario Fiore
ci sono stati tentativi di effrazione; una volta prima che lei si sposasse con
il Santangelo e l'altra volta dopo il matrimonio, per cui lei e il Santangelo
trasportarono tutta la biancheria da Via Mario Fiore a Via Caravaggio. Penso
che il matrimonio sia avvenuto il 28 ottobre 1974.-
Letto,
confermato e sottoscritto."
NOTA:
[...] risulta (da un
documento della Questura di Napoli allegato al verbale del teste De Lillo;
n.d.r.) che la ostetrica (Gemma Cenname; n.d.r.) dette (all'agenzia 18 del
Banco di Napoli; n.d.r.) l'indirizzo di via Mario Fiore per nascondere il
deposito dei danari ed il noleggio della cassetta di sicurezza al marito e non
ad altri.
-Ada Ianniello [*la teste ebbe un ultimo contatto con
Gemma Cenname proprio la sera della strage, il 30 ottobre 1975. Si sentirono al
telefono alle ore 21:00. La teste riferì di aver sentito la Cenname serena e
tranquilla quella sera]
L'anno
1975, addì 11 del mese di Novembre negli uffici della Squadra Mobile della
Questura di Napoli. -
Innanzi
a Noi sottoscritto Sost. Proc. dott. I. Ormanni è presente la signora: IANNIELLO
Ada, in DE LILLO, fu Giuseppe e fu Amalia Acciavatti, nata a Caserta il giorno
11.8.1919, dom/ta in Napoli Via Lepanto n. 111, la quale opportunamente
interrogata risponde:
"Sono
stata in rapporti molto stretti con Gemma Cenname anche perchè ha assistito al
parto delle mie figlie. Ricordo che ci presentò il Santangelo prima del
matrimonio e ne ricevetti l'impressione di un uomo taciturno e molto riservato.
Poichè la Gemma a volte si confidava con me nei primi mesi di questo anno mi
disse che le cose tra lei e il marito non andavano molto bene e che voleva
separarsi (*anche un amico di vecchia data di Domenico Santangelo, Federico Corrado [che vide il Santangelo l'ultima volta proprio il 30 ottobre 1975 mattina], dichiarò, dopo la scoperta della strage di via Caravaggio, che il Santangelo gli confidava negli ultimi tempi che i rapporti con la seconda moglie si erano fatti tesi e che quindi non erano dei più felici. Corrado aggiunse che circa 15 giorni prima del tragico fatto, Domenico Santangelo gli confidò che stava pensando di dividersi da Gemma Cenname; n.d.r.) anche perchè non riusciva a capire quanto guadagnasse il marito e
come ed anche perchè si sentiva estranea sia al marito che alla figliastra i
quali invece erano molto legati tra loro. Negli ultimi quattro-cinque mesi era
stata presa dal timore di perdere la sua roba, per cui aveva cercato di
metterla in salvo e tramite mio marito riuscì ad ottenere una cassetta di
sicurezza al Banco di Napoli. Ricordo che l'accompagnai ad aprire
contemporaneamente un conto corrente ed a portare della roba nella cassetta che
io non vidi ma che sapevo consistere in titoli e gioielli. Ricordo ancora che
ai primi del mese di ottobre mi chiese di accompagnarla ancora in banca per
tagliare delle cedole a quanto ricordo ed io risposi che non potevo
accontentarla poichè il giorno ero stata alla partita di calcio ed avevo la
febbre. Quindi credo che il discorso sia avvenuto il lunedì. Voi mi dite che la
cassetta di sicurezza è vuota e ciò mi sembra molto molto strano perchè non
credo che dopo aver fatto tanto per ottenere la cassetta proprio per custodirvi
i gioielli li abbia poi tolti di nuovo senza alcun motivo e così breve distanza
di tempo [...] Per quanto riguarda i tentativi di furto in Via M. Fiore (*la Cenname, in via Fiore, possedeva una pistola e dei bossoli
- evidentemente per difesa personale dopo un primo tentativo di furto nel suo studio
privato di ostetrica; n.d.r.) ricordo
che la Gemma ne subì uno prima di sposarsi, forse due anni prima del
matrimonio, e l'altro nei primi mesi del 1975, tanto che portò la sua roba in
Via Caravaggio.
Fatto,
letto e sottoscritto."
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------------------------------------
L'anno
1975 addì 12 del mese di novembre negli Uffici della Squadra Mobile della
Questura di Napoli, alle ore 18.-
Innanzi
a noi sottoscritto Sost. Proc. dr. Italo Ormanni è presente IANNIELLO Ada, già
in altri atti generalizzata, la quale nuovamente interrogata dichiara/-
"Riconosco
dai gioielli che mi vengono mostrati alcuni che io ho visto per abitudine ad
indossare da Gemma Cenname od altri che ho regalato lo stocco in varie
occasioni.- Non vedo tra essi alcuna catena e un anello in oro con pietra
intercambiambile.-
Letto
confermato e sottoscritto.-"
Daniele Spisso
martedì 8 maggio 2012
Intervista all'avvocato Lucio Migliarotti
Pubblico il testo di una intervista che mi ha
recentemente rilasciato l'avvocato Lucio Migliarotti. L'avvocato Migliarotti svolgeva, 40 anni fa, l'incarico (da lui assunto nel 1965) di consulente legale per il Villaggio Lauro ed ebbe modo di conoscere Domenico Santangelo, dipendente del Villaggio
Lauro tra l'inizio degli anni '60 e l'inizio degli anni '70.
-Buongiorno
avvocato. La ringrazio per aver deciso di concedermi cortesemente questa
intervista.
Grazie a lei.
-Avvocato,
può spiegare di cosa si occupava esattamente Domenico Santangelo per conto del
Villaggio Lauro?
Domenico Santangelo
occupava un ufficio (nel quale vi erano anche due collaboratori, mi sembra di
ricordare che si chiamassero Angelo e Carlo) che si trovava in un edificio sito
tra via Terracina e via Giacomo Leopardi, a Napoli. E' nel quartiere di
Fuorigrotta, nel cuore del rione Lauro. Questo ufficio gestiva
l'amministrazione condominiale di 83 palazzine del rione Lauro. Quindi tra le
varie attività che facevano capo ai compiti di Santangelo c'erano anche il
rinnovo fitti e la segnalazione di morosità.
-Per
quel che lei ricorda, come erano i rapporti tra il Santangelo e i suoi colleghi
e datori di lavoro?
Non ho mai saputo di
lamentele giunte nei confronti di Santangelo. Si limitava al suo lavoro e lo
svolgeva in maniera ligia. In una occasione, ricordo che il Santangelo si
candidò anche come consigliere comunale presentandosi con "Destra
nazionale", il partito politico al quale aveva aderito l'armatore Achille
Lauro. Non fu eletto però si prese lo stesso una bella soddisfazione: mi pare
che raccolse 1.100 o 1.150 voti di preferenza nel solo rione Lauro. Anche noi
fummo molto contenti di questa cosa e ci congratulammo felicemente con lui.
-Per
come lo ha conosciuto, avvocato, cosa può dirci sulla persona di Domenico
Santangelo?
Era una persona gentile e
signorile. Un buon uomo. Veramente una brava persona. Una persona per bene. Non
ho mai dubitato della sua onestà e correttezza e non ho mai avuto, neanche
lontanamente, il sospetto o l'impressione che lui potesse essere una persona
dalla doppia vita o che comunque potesse nascondere qualcosa di misterioso.
-Qualche
volta, avvocato, sono state fatte delle vaghe ipotesi: c'è chi ha pensato (in
passato) che ad esempio il Santangelo operasse dei prestiti in favore di
qualcuno.
Personalmente lo escludo. Domenico
Santangelo si accontentava della sua condizione finanziaria, lo vedevo come uno
che viveva in maniera felice e per quel che mi risulta faceva una vita modesta.
E non ritengo che maneggiasse grosse cifre di denaro con il suo lavoro:
riscuoteva fitti che non arrivavano a più di 20.000 lire massimo dell'epoca. E
non girarono mai voci su di lui che potessero riguardare tentativi di
corruzione, accettati, nei suoi confronti (eventualità non infrequente per chi
si occupa di attività di questo tipo). Quindi le lascio immaginare che persona era.
-Avvocato,
si diceva che il Santangelo era un pò millantatore. Voleva dare a credere di
essere più di quel che era. Lei, per come lo ha conosciuto, cosa può dirci al
riguardo?
Escludo anche questo sinceramente.
Era una persona signorile, che vestiva bene, aveva parentele importanti (il suo
patrigno era vice questore, da quanto ricordo) ma non millantava nulla sul suo
posto di lavoro. Certamente è inevitabile che chi si occupa di una attività
come quella di amministratore di condominio si sente rivestito di un certo
ruolo di responsabilità e quindi si può anche sentire importante sotto certi
punti di vista. Ma il Santangelo non era tipo da millantare qualcosa, per come
l'ho conosciuto io. Qualche volta noi del Villaggio Lauro lo chiamammo "dottore" (ad esempio quando ci congratulammo con lui per i voti di preferenza presi quando si candidò come consigliere comunale), anche se non aveva conseguito la laurea, ma in modo affettuoso, per amicizia.
-Avvocato,
verso il 1972 (lei tra l'altro fu anche sentito negli uffici della Squadra
Mobile di Napoli, il 2 dicembre 1975, su questo episodio specifico) il rapporto
di lavoro tra Domenico Santangelo e il Villaggio Lauro si interruppe però. I
funzionari della ragioneria della flotta Lauro rilevarono un ammanco di cassa e
il genero dell'armatore Achille Lauro, il comandante Dufour, invitò Domenico
Santangelo a chiarire la circostanza (evidentemente sospettava di lui). Dopo
tale invito, il Santangelo presentò invece una lettera di dimissioni e andò
via. Lei può chiarirci meglio questo episodio?
Sfortunatamente no. E non
perchè i miei ricordi sono sbiaditi ma perchè non ho conosciuto nei dettagli
questo episodio. Posso solo dirle che talvolta il Santangelo mi
telefonava e mi portava a conoscenza di alcuni contrasti avuti con il Dufour, dicendomi di essere stato trattato male da lui e chiedendomi di
intervenire per aggiustare la situazione. Per il resto, posso solo dirle che è
un episodio che mi meraviglia perchè il Santangelo era una persona molto
corretta e molto onesta e anzi mi contattava spesso per segnalarmi le morosità
degli inquilini dei palazzi del rione Lauro. Tant'è vero che non mi sembra che
emersero prove per poterlo accusare di questo ammanco di soldi. Può anche darsi
che lui volle lasciare l'incarico dopo l'invito del comandante Dufour perchè si
sentì offeso per essere stato raggiunto da un sospetto così grave.
-Lei
ha avuto modo di conoscere anche i familiari di Domenico Santangelo?
Una volta lo vidi assieme
ad una ragazzina che penso fosse la figlia, Angela. Angela all'epoca poteva
avere 13, 14 anni. La riconobbi poi attraverso le foto sui giornali, quando
uscì la notizia della strage.
-Dopo
la fine del rapporto di lavoro tra il Santangelo e il Villaggio Lauro, lei ebbe ancora modo di sentire o di vedere il signor Domenico?
No.
-Come
venne a conoscenza del tragico accaduto?
Una mattina stavo
rientrando o uscendo da un palazzo e fui raggiunto da un mio amico che mi fece
leggere un giornale con questa notizia della strage. Mi disse "Hai visto
cosa è successo?". E una delle vittime era appunto Domenico Santangelo.
-Ne
parlaste al Villaggio Lauro?
Si. Rimanemmo tutti
sconvolti e molto dispiaciuti per Santangelo. Ricordo che tutti dicemmo
"Povero Domenico, non se lo meritava. Non meritava una fine così".
-Lei
che opinione ha su questa strage? pista-"affaristica" o
pista-"privata"?
Non penso a motivi che
possono avere a che fare con soldi, interessi finanziari ecc. . Escludo che
Domenico Santangelo potesse essere rimasto coinvolto in storie oscure di soldi
e affari. Penso ad una pista privata.
-Un'ultima
domanda avvocato: a detta di un addetto ai lavori del caso (l'avv. Mario Zarrelli; n.d.r.) nell'appartamento del triplice delitto, furono rinvenuti, sul
pavimento del salotto, alcuni frammenti di vetro provenienti da occhiali per la
vista. Questo farebbe pensare che quei frammenti provenissero
da occhiali per la vista, fissi, che portava l'assassino. Anche perchè gli
occhiali di Domenico Santangelo furono ritrovati intatti. Che lei ricordi, il
Santangelo portava occhiali per la vista fissi o no?
Faceva uso di occhiali per
la vista ma non fissi. Gli occorrevano solo per leggere. Ricordo infatti che
qualche volta gli mostrai dei documenti da sottoporre alla sua lettura e lui di
proposito prese degli occhiali da vista e se li appoggiò sulla punta del naso
per leggere quei documenti.
-Grazie
avvocato.
Grazie a lei.
Daniele Spisso
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