martedì 29 aprile 2014

Procura di Napoli - Rinvio per conoscere il risultato sul DNA


*Link articolo:

http://www.ilmattino.it/napoli/strage_via_caravaggio_dna_procura/notizie/659018.shtml

185 commenti:

  1. Ah però! Mi piacerebbe sapere il motivo di questo rinvio...

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    1. È ora di tartassare i vari programmi televisivi, altrimenti a forza di rinvii non se ne parlerà mai, ma questo nome va fatto

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  2. Grazie al lavoro svolto su questo blog dal signor Daniele tutti noi abbiamo avuto la possibilità di conoscere in modo obbiettivo i dettagli su tutte le piste investigative. E' stato inevitabile per molti di noi farci un' idea del tutto personale su come si svolsero i fatti in quella orribile notte. La forte obbiettività dei documenti riportati, oltre a risvegliare le coscienze di molti su un caso dimenticato hanno anche permesso di conoscere i fatti ed i personaggi di un caso che non ha nulla di scontato. I gentili lettori avranno avuto modo di capire il vero significato del responso dell'esame del DNA che non porterà alcuno dietro le sbarre fisiche di una galera ma libererà altri da quelle invisibili del sospetto. Devo ammettere che questa situazione mi lascia un grande vuoto in quanto raramente nella mia vita ho avuto modo di assaggiare quella che viene chiamata l'amara verità. La mia idea sulla strage di via Caravaggio, se confermata dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha però un sapore che proprio non riesco a mandare giù.

    Domenico Catalano.

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  3. Beh finalmente delle notizie, stavolta è fatta. Non ci resta che attendere

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  4. Daniele sei rimasto stupito quando scopristi il nome???

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    1. Me l'aspettavo che uscisse quel nome. Quindi tanto sorpreso non lo ero.

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  5. Ciao Daniele,
    premetto che ho sempre apprezzato i tuoi interventi sul blog del Mostro di Firenze e recentemente ho cercato di "difendere" le tue posizioni e riconoscere i tuoi meriti/contributi sulla strage di via Caravaggio. Volevo chiederti se i risultati delle ultime indagini ti hanno sorpreso oppure no. Ripensando a tutta la storia ed alle indagini svolte in precedenza, mi ha molto colpito il fatto che comunque l'assassino era da ricercare tra quei pochi sospetti e che non esistessero piste alternative, a conferma della tua convinzione che i Santangelo fossero persone estremamente schive e ritirate, che avevano rapporti con pochissime altre persone. In altre parole, la soluzione era nelle mani delle FDO fin da principio, ma non si è stati in grado di raggiungerla.

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    1. Grazie. Non è una mia convinzione ma un dato di fatto emerso attraverso le cronache, che i Santangelo fossero persone che coltivavano frequentazioni con pochissimi intimi. E che non ne coltivassero per niente all'interno del palazzo nel quale abitavano. Come ho scritto a Retaux stamattina, non sono rimasto tanto sorpreso da quello che ho saputo circa un mese fa.

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    2. Comunque Daniele gli inquirenti dell'epoca commisero un errore grave a non confrontare le impronte del Turro con quelle rinvenute sul bicchiere nello studio del Santangelo. L'aver escluso già da allora un coinvolgimento del malavitoso calabrese nello scenario del triplice delitto non avrebbe neanche consentito alla difesa di Domenico Zarrelli di portare in aula la tesi secondo cui i Santangelo avessero tentato di ricattare il malavitoso, tesi riportata anche nell'estratto della sentenza.
      A questo punto consentimi anche di fare una tiratina d'orecchie all'avv. Mario Zarrelli. Io capisco che lui avesse al tempo l'incarico di difendere il fratello, ma forse non si è accorto che neanche lui ci ha fatto una bella figura. Diciamo che sia vero che i Santangelo si fossero accorti di aver affittato il casolare ad un malavitoso e che la zia, preoccupata, gli avesse chiesto un consiglio. Lui, oltre ad essere il nipote, è anche e soprattutto un uomo di legge e trovo deolontologicamente scorretto nonchè pericolo consigliare di far finta di nulla, gettare tutto ciò che si è trovato (e la zia non avrebbe potutto farlo, nessuno può di disporre di oggetti non propri) e cambiare la serratura. Un uomo di legge serio l'avrebbe accompagnata immediatamente alla più vicina stazione di polizia e lasciare che chi di dovere si occupasse della delicata e pericolosa questione.
      Scusa la parentesi Daniele, ma adesso che ci hai rivelato che il Turro è estraneo al massacro, la sculacciata virtuale all'avv. Zarrelli non sono riuscita a tenermela.

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    3. (1) Il lavoro degli inquirenti si focalizzò su un nome ben preciso perchè fu fatta una indagine molto dettagliata sul ramo familiare Cenname e quindi emerse, nella vita privata di una delle vittime (Gemma Cenname), una realtà molto drammatica e molto preoccupante: quella di un nipote che dava da sempre grossi problemi per i motivi economici che sappiamo. Questo da un lato. Da un altro lato: l'esame scrupoloso della scena del crimine, le condizioni in cui è maturata la strage, l'impiego di armi improprie occasionali, il trafficare una intera notte nell'appartamento, il ritardare la scoperta della strage maneggiando i cadaveri, la riservatezza massima della famiglia-le pochissime conoscenze che avevano-l'inaccessibilità in casa loro persino al portiere condominiale-la strage avvenuta in tarda serata, mentre cenavano, mentre stavano in abiti molto casalinghi-ognuno tenendosi in una stanza separata, il contenuto delle intercettazioni, non lasciavano scampo. C'era una convergenza perfetta di indizi e di elementi di sospetto. Per scrupolo, però, e quì sono d'accordo con te, sarebbe stato meglio fare qualche altro controllo per non lasciare "alibi" alla difesa. Ma questo non è il solo problema, Maria: gli investigatori avevano capito che certi indizi andavano a favore dell'allora imputato perchè c'era stato un trafficare in quella casa durante la notte. Per cambiare la realtà dei fatti. Ma non riuscirono a dimostrare come questo poteva essere successo 24 ore dopo la strage, cioè la notte successiva.

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    4. (2) Per poter sostenere questa ricostruzione delle 24 ore dopo, fecero molta confusione: perchè proposero un loro teste, tale vigile urbano Arfè, che raccontò qualcosa che non trovò riscontro. Tutto questo si sarebbe però potuto evitare, e la difesa non avrebbe avuto strada facile, se la signora Caterina Simonelli avesse raccontato agli investigatori ciò che poi suo figlio Tino, 40 anni dopo, ha raccontato. E' stato un errore tenersi per se quella impressione. Un teste deve far verbalizzare tutto, anche le sensazioni: puoi sempre specificare "Però è solo una mia impressione. Ve lo faccio presente ma specifico che è solo una mia impressione". In questo caso, era una impressione giusta a mio avviso e si sarebbe rivelata molto utile alla Procura di Napoli nel 1975. Non ci sarebbe stato bisogno di forzare la situazione, ipotizzando un ritorno sulla scena 24 ore dopo e proponendo l'imbarazzante teste vigile urbano Arfè. Anche perchè 24 ore dopo è scientificamente impossibile lasciare impronte di tacco (non corrispondenti alle proprie) nel sangue perchè la sostanza ematica si è coagulata. Se lo fai (ecco) a qualche ora di distanza da un omicidio: si; 24 ore dopo: impossibile. Quindi iniziò un processo indiziario nel quale, un pò per sfortuna degli inquirenti - un pò per dei passi falsi commessi dagli inquirenti - un pò per qualche scrupolo ingiustificato di qualche teste del palazzo, le cose erano inevitabilmente destinate a non poter andare in maniera lineare fino alla Cassazione. La prova scientifica moderna non esisteva. Tuttavia ritengo che Domenico Zarrelli, sulla base degli elementi che arrivarono in Tribunale, non meritava più di una assoluzione per insufficienza di prove (detta oggi: assoluzione con formula dubitativa). Insomma: sarebbe dovuta andare a finire come il processo a carico della giornalista Elena Massa per il delitto di Anna Parlato Grimaldi. La Massa è stata sì assolta in via definitiva ma solo per insufficienza di prove. Purtroppo, nell'ottobre del 1982, la Cassazione dette alla Corte d'Appello di Potenza una disposizione vincolante: se anche loro, come la Corte d'Appello di Napoli, decidevano di assolverlo e non di condannarlo non dovevano però fare come la Corte d'Appello di Napoli (cioè: per insufficienza di prove). Se a Potenza assoluzione doveva essere, in altri termini, doveva uscire con formula piena. Questa fu la disposizione della Corte di Cassazione quando dispose un nuovo processo di secondo grado a Potenza, a carico di Domenico Zarrelli, nell'ottobre 1982. Anche se non so: richiamandosi (la Cassazione) a quale criterio. Io non vedo infatti niente di "sovversivo" nell'emettere una assoluzione sì definitiva ma solo per insufficienza di prove.

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  6. Ciao Daniele,
    riguardo le comunicazioni che la Procura della Repubblica di Napoli metterà in essere la prossima settimana, volevo chiederti se oltre al diritto alla verità queste non siano anche d'obbligo per il fatto che le nuove analisi siano state fatte con soldi pubblici? In altre parole, non sono forse tenuti a render conto di come vengono utilizzate le risorse?

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    1. E' un discorso nel quale non mi "avventuro" perchè (giusto o sbagliato che può sembrare ad altri) ritengo che i soldi pubblici sono sempre ben spesi quando si fanno dei tentativi utili e soprattutto mai fatti prima: e cioè acquisire i reperti di un Cold Case e utilizzarli per indagini scientifiche moderne. L'omicidio non va mai in prescrizione, è la più grave offesa arrecata alla società ed è il più odioso e grave danno arrecato ad una persona e ai suoi familiari. Qualunque cosa è necessaria pur di arrivare alla verità (soprattutto) e, in qualche caso, anche alla giustizia. E' logico che prima di intervenire gli inquirenti non sanno se sarà possibile ottenere risultati o risultati decisivi ma operano lo stesso, impiegando mezzi e risorse, perchè con i dubbi e con i se non si va da nessuna parte. Bisogna fare lo stesso un tentativo.

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    2. Sono totalmente d'accordo con te. Quello che intendevo nella mia domanda, tuttavia, non era chiederti se i soldi siano stati spesi bene o male (io lavoro in biologia molecolare, per cui, ovviamente, ritengo sia stata una giusta mossa quella di analizzare i reperti) quanto piuttosto che una volta raggiunti i risultati (positivi o negativi che fossero) ci fosse un obbligo a comunicarli al pubblico in quanto le analisi sono state finanziate con soldi pubblici. Cioè, in altri termini, volevo sapere se i risultati possono essere tenuti segreti considerando che sono stati ottenuti con soldi nostri.

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    3. Non è questo il punto. C'è difficoltà a comunicare il nome perché si tratta di qualcuno (i sospettati sono 2) che non può essere processato. E non può esserlo per un motivo che almeno per adesso deve rimanere sconosciuto in questo Blog.

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  8. Mi auguro, spero che tra martedì e venerdì della prossima settimana la Procura della Repubblica di Napoli riveli il nome dell'assassino della famiglia Santangelo: il responsabile della strage di via Caravaggio. E' una cosa che a mio avviso non può più essere rimandata. Non solo perchè la gente sta aspettando praticamente da 40 anni di sapere ma anche perchè, di 2 sospettati, ce n'è uno che non c'entra niente con questa vicenda e alla quale io sento di dover presentare delle scuse. Non è giusto, assolutamente non è giusto che la persona scagionata dalla prova scientifica (e io so chi è stato scagionato) continui ad essere considerata il possibile responsabile di quel massacro. Io so chi è l'assassino e ho in mente e davanti agli occhi praticamente tutto il "film" di quella notte del 30-31 ottobre 1975. Ho capito perfettamente perchè è andato in casa Santangelo, ho capito cosa può essere successo negli attimi immediatamente precedenti la strage, ho capito quello che ha fatto dopo, ho capito quello che ha fatto tra le 3 e le 5 del mattino quando è ritornato in quella casa assieme ad un'altra persona che lo ha aiutato (e sono convinto di sapere chi fu quest'altra persona), ho capito perchè sostanzialmente è riuscito a farla franca fino alla svolta di un anno fa. E adesso che so e che ho capito tutto potete immaginarvi come mi sento, cioè quello che provo dentro di me. Ho sempre davanti agli occhi quelle 4 povere vittime che in questi tre anni sono diventate parte della mia vita in un certo senso: Domenco, Gemma, Angela, Dick. Non è stato facile tenermi solo per me quello che so: perchè la verità è un diritto di tutti, non può beneficiarne solo qualcuno; perchè un assassino non merita nessun sentimento positivo e allo stesso merita di essere "esposto" dinanzi alla società per quello che è. La Procura faccia quello che è giusto fare. C'è stato un rinvio di 7-10 giorni. Spero sia il primo e già l'ultimo. Non può tirarsi indietro.

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    1. Cosa ti fa pensare che l'assassino sia andato via alle 3 e poi ritornato? Non può aver magari aspettato lì il complice?

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    2. P.S. volevo dire "andato via all'una e poi tornato alle 3?"

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    3. Una ipotesi pur sempre ragionevole infatti. Anche io l'ho presa in considerazione come sai. Ma a rifletterci sempre di più, vedo maggiormente possibile che l'assassino lasciò casa Santangelo poco dopo l'1:00 del mattino, andò a cercare aiuto, tornò dopo due ore insieme ad un'altra persona. E con quest'ultima trafficò nell'appartamento. A dirla tutta, penso che nella manomissione della scena del crimine dobbiamo considerare anche le impronte di tacco. Vale a dire: secondo me, tra le 3 e le 5 del mattino, l'assassino (o il suo complice) prese una scarpa di Domenico Santangelo (la vittima) e lasciò tre false impronte. Una impronta di tacco completa nel sangue sul pavimento della camera da letto matrimoniale; due impronte parziali di tacco (sporche di sangue) sul pavimento della cucina. A poca distanza l'una dall'altra. Esattamente come è documentato nelle foto della Scientifica scattate la sera dell'8 novembre '75 in quella casa. Scarpa (usata per produrre il falso indizio) naturalmente poi portata via, assieme al suo "doppio".

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    4. Ciao Daniele, è provato che mancasse un paio di scarpe della vittima, oppure è una tua deduzione? Secondo te, poi, perchè l'assassino è rimasto in casa? Voleva depistare ed inquinare la scena del crimine? Cercare qualcosa di compromettente? Oppure voleva portare via i cadaveri insieme ad un complice?

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    5. E' una mia deduzione. Ma: se uno si è macchiato di sangue la suola delle scarpe è assurdo che lasci solo quelle tre impronte di tacco in soli due punti di una casa grande come quella; quand'anche fosse possibile il contrario, è assurdo che non furono cancellate. Lasciando lì un indizio in bella vista. Probabilmente questo falso indizio è stato costruito a qualche ora dall'eccidio: perché la Scientifica dell'epoca rilevò che queste tre impronte di tacco avevano i margini netti e non si presentavano sbiadite. Caratteristiche tecniche (disse la Scientifica) che non potevano fare la loro comparsa se si fosse trattato di un tacco adagiato nel sangue poco tempo dopo la conclusione del massacro. Quindi sarà successo tra le 3 e le 5, quando c'era anche il complice. Ritengo che lo scopo del ritorno in quella casa era quello di cambiare la realtà. Cioè: fare in modo che si pensasse a qualcosa di diverso da ciò che era accaduto. Quindi: ad esempio, far pensare che l'assassino portava 41-42 di piede. Far pensare che l'assassino stava cercando qualcosa nella camera personale di Angela. E poi bisognava ritardare quanto più possibile la scoperta del massacro.

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    6. Ciao Daniele, scusami se mi intrometto, ma vorrei fare una riflessione sulla questione dell'impronta di scarpa.
      Di certo un'eventuale alterazione della scena del crimine usando delle scarpe per imprimere un'impronta che potesse poi deviare il corso delle indagini deve essere avvenuta nel momento subito successivo al trasporto dei cadaveri in bagno. Questo perchè, se si ipotizza che l'assassino sia uscito per cercare aiuto per poi tornare dopo le 3.00, il sangue già impresso sul pavimento era giã sicuramente quasi del tutto coagulato. Il processo di coagulazione del sangue è molto breve, solo quello che fuoriusciva dalle molteplici lesioni e ferite (quelle profonde a danni di vasi ed arterie) ha continuato a grondare per un periodo più lungo.
      Certo, rimaniamo sempre nel campo delle ipotesi e di dettagli che forse non troveranno risposta neanche una volta svelato il nome dell'assassino.
      Tutto questo rimane comunque un contorno, delle ulteriori domande che ci poniamo noi in attesa di rispondere, sostanzialmente, alle due domande che ci tormentano da anni, per i Santangelo addirittura da 40 anni: chi? Perchè?
      Grazie e scusa l'intromissione Dani

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  9. Da quello di cui tu sei a conoscenza, il DNA dell'assassino è stato trovato "soltanto" nell'asciugamano o anche in altri reperti? Sai se è stato rinvenuto anche il DNA del complice? Infine, è possibile paradossalmente processare il complice (ma non l'assassino)?

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    1. Come già dissi qualche giorno fa: da quello che mi è stato fatto capire, non solo nel sangue sull'asciugamano. Però nel sangue sull'asciugamano c'è chiaramente la prova-regina. Quella determinante, che inchioda. Secondo me è possibile aprire un nuovo filone d'indagine, sul complice, attraverso la testimonianza di Tino Simonetti. Ma ci sono due problemi: è una testimonianza indiretta e, da quello che mi è stato fatto capire, solo il DNA dell'assassino è stato trovato sui reperti analizzati. Se qualcuno lo ricorda, sulla scena del crimine furono trovati dei guanti sul pavimento dell'anti-bagno padronale e una impronta guantata sull'interruttore della luce, nello studio di Domenico Santangelo. Ritengo che il complice adoperò i guanti, e perciò non ha lasciato sue tracce biologiche in giro. Se la signora Simonetti avesse raccontato 40 anni fa ciò che 40 anni dopo ha raccontato suo figlio Tino in tv, non tenendosi per se - all'epoca - quella impressione sull'agire di due persone tra le 3 e le 5, si sarebbe potuto lavorare meglio.

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    2. Pensi che per la manomissione della scena del crimine l'assassino sia tornato nel palazzo un altro giorno, come aveva testimoniato qualcuno oppure ritieni che tale testimonianza sia errata?

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    3. Un altro giorno no. La notte stessa, dopo due ore.

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  10. Io personlamente penso di no. Per diversi motivi:
    1. Perchè sarebbe stato troppo rischioso. L'assassino l'ha già fatta franca la sera del delitto, dal momento che nessuno lo ha visto, e non poteva sfidare la sorte ulteriormente, considerando che in quel palazzo vi vivevano 30/40 famiglie.
    2. In qualunque momento dopo il triplice delitto chiunque dei parenti stretti sarebbe potuto andarli a cercare
    3. L'assassino, andando via, staccò la corrente intorno alle 5.00 del mattino di quell'ormai 31/10/1975, orario confermato dalla sig.ra Simonelli che disse che i rumori cessarono verso quell'ora, e dato ulteriormente confermato dai due orologi elettrici, entrambi fermi alle 5.00 del mattino.
    4. Le tracce di sangue non si possono manomettere neanche a troppe ore di distanza, figurati giorni. La coagulazione è rapida.
    Questo è quello che penso io, attenzione. Mia opinione. Poi Daniele dirà la sua.

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    1. Volevo aggiungere questo: a mio avviso l'assassino si recò in via Caravaggio con una propria auto. Poi cosa fece? Secondo me, lasciò il palazzo all'1:00 del mattino, prese la Lancia Fulvia di Domenico Santangelo e la lasciò in via Marina. Anche se è difficile spiegarlo, non si può che concludere che la lasciò con la batteria in carica. Facendola così scaricare. Poi andò a chiedere aiuto e assieme al suo complice tornò due ore dopo in via Caravaggio. Vi tornò, due ore dopo, a bordo dell'auto del suo complice. Alle 5, lui e il suo complice lasciano definitivamente via Caravaggio. Il complice rimonta sulla propria auto e così si allontana. L'assassino riprende la propria auto lasciata parcheggiata per tutta la notte in via Caravaggio e con questa si allontana anche lui.

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    2. Non pensi fosse troppo rischioso utilizzare la macchina del Santangelo? Magari per qualche motivo (forse la batteria scarica) la vittima l'aveva parcheggiata dove poi è stata trovata.

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    3. Avevo fatto anche io questa ipotesi e a lungo l'ho mantenuta nelle mie opinioni. Però dobbiamo considerare anche altre cose: la Polizia trova l'auto con la batteria scarica e quando riesce a riattivarla scopre che la batteria era scarica perché i fari erano rimasti accesi. Possiamo dire che Domenico Santangelo aveva guidato di giorno con i fari accesi e lasciando così la sua vettura? Per logica, non possiamo ritenerlo possibile. Sia Beatrice Putti che Caterina Simonelli affermano che c'è una pausa all'1:00 del mattino (pausa sui rumori provenienti da casa Santangelo). Poco dopo l'1:00 del mattino entra in scena il sarto Eugenio Laudicino con la sua testimonianza. Noi sappiamo che l'intenzione dell'assassino era quella di far ritardare quanto più possibile la scoperta della strage: e non solo c'è l'inserimento di due cadaveri più il cagnolino nella vasca del bagno padronale. E non solo c'è il sistema per occultare nel modo che sappiamo il cadavere di Angela. Un sistema che serviva a contenere e prolungare i fenomeni putrefattivi e l'espandersi di cattivi odori verso la porta d'ingresso dell'appartamento e quindi poi sul pianerottolo (Angela infatti non fu occultata in quel modo per rimorso dell'assassino ma per lo stesso motivo per il quale aveva sistemato nell'altro modo i coniugi Santangelo e il cagnolino). L'assassino, oltre a tutto questo, fa anche un'altra cosa: stacca il contatore dell'energia elettrica. Tutto ciò che può insomma far pensare che i Santangelo abbiano lasciato Napoli, o comunque casa loro, per qualche giorno. Ed è quello che tra l'altro alcuni penseranno: l'assenza dell'auto di Domenico Santangelo dal garage condominiale e l'appartamento chiuso a chiave e con campanello muto (quindi corrente elettrica = zero) faranno pensare ad una gita fuori casa dei Santangelo.

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    4. Si ma Daniele perdonami, c'è un dettaglio che non mi torna sulla questione della Lancia Fulvia del Santangelo. Nella ricostruzione presente in questo blog non avevi detto che la Lancia Fulvia di Domenico Santangelo risultava mancare dal parcheggio condominiale già dal tardo pomeriggio del 30 ottobre, ossia quando la famiglia era ancora in vita? E se non ricordo male questo dettaglio era stato confermato dall'allora portiere, Ugo Putti che appunto notò l'assenza di suddetta macchina già dalle 19.00 circa del 30 ottobre e che Federico Corrado, l'amico commerciante che la mattina del 30 ottobre Domenico Santangelo andò a trovare, riferì che quel giorno il suo amico dovette rientrare a casa con i mezzi perche' l'auto era in avaria?
      E non è vero che gli interni dell'auto furono trovati puliti, ossia senza tracce di sangue?
      Questa ricollocazione della Fulvia del Santangelo sulla scena del delitto mi sorprende e mi destabilizza un po'.

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    5. Rileggi bene i primi post del Blog, Maria: Federico Corrado non ha mai dichiarato quello che tu dici. Fu una mia constatazione di qualche tempo fa, non fu una dichiarazione di Federico Corrado. Si, certo: il portiere ha reso quella testimonianza. Però se facciamo bene a ricordarcene di questa testimonianza, facciamo male a non tener conto degli altri elementi (testimonianze Putti-Simonelli sull'1:00 del mattino, testimonianza sarto Laudicino sull'1:00 passata del mattino, luci di posizione della Fulvia esaurite). Non vi dimenticate neanche della signora Putti Beatrice: il commissario di P.S. Lonardo riferì al Giudice Istruttore Di Persia che la Putti gli confidò di essersi portata all'occhio magico della sua porta di casa, all'1:00 del mattino, dopo aver notato che i rumori al piano di sopra cessavano e dopo aver sentito la porta d'ingresso del piano di sopra chiudersi. Dall'occhio magico avrebbe visto un'ombra scendere per le scale. Sembra che lei lo avrebbe confidato anche ad una sua amica, parlando di un'ombra massiccia. Davanti al Giudice Istruttore negò e al processo sia lei che la sua amica ridimensionarono molto la cosa da quanto ho letto. E' quindi un altro elemento che si aggiunge.

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    6. Ti chiedo scusa Daniele, ero convinta che Federico Corrado avesse testimoniato che, dopo la sua visita nel suo esercizio commerciale, Domenico Santangelo fu costretto a tornare a casa con i mezzi perchè l'auto era in avaria. Credo che sia un dettaglio che mi si è fossilizzato nella mente senza motivo e per qualche motivo ero convinta che fosse la versione ufficiale. Scusami Daniele.
      Invece per quanto riguarda Ugo Putti la testimonianza ci fu vero? Quindi non vide l'auto del Santangelo alle 19.00 nel parcheggio condominiale, magari poteva essere uscito per fare una commissione. Dopo tutti questi anni è difficile fare una ricostruzione.
      Ti posso dire una cosa Daniele sulla figlia del portiere, la sig.ra Putti? Sai che io ho sempre pensato che lei avesse visto qualcosa? Però non l'ho mai esternato in questo blog perchè volevo lasciare il profilo a cui tu ci hai abituati, ossia non voler dare l'impressione di costruire castelli in aria o fantasie su situazioni inesistenti. Sia la sig.ra Simonelli che la sig.ra Putti udirono quei rumori la notte del massacro. Entrambe resero testimonianza di ciò e di questo la società è loro grata, almeno abbiamo dei punti fermi su cui basare le ricostruzioni. Ma la sig.ra Putti volle comunque sempre restarne fuori, ed io ho sempre avuto la sensazione che ci fosse dell'altro, oltre alla testimonianza che rese 40 anni fa. Io ho immaginato che lei vide, ma che non parlò per paura. E quello che scrivi tu conferma i miei sospetti.

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    7. In una fase successiva tanti hanno cercato di ridimensionare i fatti. Ti basti sapere (questo almeno è ciò che si legge dalle cronache giudiziarie del 1978) che persino i parenti di Domenico Zarrelli cambiarono atteggiamento: durante l'istruttoria formale (ed emerge anche da intercettazioni) veniva fuori un quadro niente affatto edificante sull'allora imputato. Poi, al processo di primo grado, cambiò tutto: i suoi parenti lo dipinsero quasi come la bontà perfetta fatta persona.

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  11. L' assassino ha lasciato un' impronta di scarpa numero 41 42 x depistare le piste. ....De Laurentiis calzava il 42.

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    1. Un'impronta di tacco, Retaux. Perché bisogna fare attenzione: sia nella camera da letto matrimoniale che nella cucina non c'erano impronte di scarpa. Nella camera da letto matrimoniale, sul pavimento, c'era una impronta (completa) di tacco, la cui forma la si vedeva attraverso il sangue sul pavimento. In cucina, quasi una accanto all'altra, altre due impronte di tacco ma parziali. Cioè non completa. Metà tacco, sotto forma di impronte insanguinate. Infatti la Scientifica ha potuto misurare solo l'impronta di tacco presente nella camera da letto matrimoniale, essendo l'unica completa. Era larga poco meno di 7 centimetri e quindi fu ritenuta compatibile, per tale dimensione, con il tacco di una scarpa numero 41-42.

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  12. Si ma se tu dici che l assassino l ha fatto per depistare allora non può essere il de Laurentiis il nostro uomo!!!!

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  13. E vorrei aggiungere : " nell inventario Mancavano un paio di scarpe del santangelo" ....ma sei io scomparissi nemmeno la mia compagna saprebbe dire quali scarpe mancano dal mio guardaroba, figuriamoci un parente!!!

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    1. Ma questa cosa dell'inventario è una tua deduzione o risulta da qualche parte agli atti?

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    2. Neanche io sapevo che mancavano un paio di scarpe del Santangelo...

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  14. lasciamo stare le scarpe del Sig. Santangelo che non credo sia un punto importante, vorrei piuttosto che tu rispondessi alla mia deduzione di prima e cioè riguardo all'esclusione del de laurentiis, tu stesso hai scritto queste cose:
    " Ritengo che lo scopo del ritorno in quella casa era quello di cambiare la realtà. Cioè: fare in modo che si pensasse a qualcosa di diverso da ciò che era accaduto. Quindi: ad esempio, far pensare che l'assassino portava 41-42 di piede. Far pensare che l'assassino stava cercando qualcosa nella camera personale di Angela. "

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    1. cambiare la realtà facendo credere che l'assassino calzava il 42 di piede e che cercasse qualcosa nella camera di Angela non ha nulla a che vedere con zarrelli, scarpa 42/Angela/Zarrelli è un trinomio che proprio non va!

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    2. Si direbbe, caro Retaux, che neanche gli Zarrelli credono (almeno oggi) alla pista-De Laurentiis. Contraddicendosi, tra l'altro: perché tra il 1978 ed il 1981 furono loro stessi a portarla in aula (in Tribunale) come spiegazione alternativa. Furono loro a formulare quella ipotesi. Mi sembra evidente che invece loro oggi la scartano (benché l'hanno proposta circa 40 anni fa ai processi): visto che Domenico Zarrelli (Blu Notte, giugno 1999) sostiene esplicitamente la pista-Turro e giudica inverosimile quella De Laurentiis e visto che l'avv. Mario Zarrelli (scrivendo al dott. Crimaldi del Mattino di Napoli il 16 aprile scorso) parla di una Molletta. Ma abbiamo già visto innumerevoli volte in questo Blog che non c'è niente che dimostri la fondatezza della pista-Turro. Per tutto quello che è successo in quella casa tra le 23:30 e le 5:00, per il tipo di oggetti impiegati per compiere la strage, per il modo di maneggiare i cadaveri e via dicendo. E anche sulla Molletta: nelle motivazioni della sentenza del 6 marzo 1981, tutti i dati oggettivi analizzati dalla Scientifica smentiscono l'impiego di una Molletta. E poi c'è il DNA: Turro è stato scagionato dalla prova scientifica, un anno fa, quale autore della strage. Io lo so tu dove vorresti arrivare: bisogna aspettare fino a venerdì. La Procura ha detto 7-10 giorni? Mi sta bene. Saranno 7-10 giorni. Quindi tra martedì 6 e venerdì 9 maggio. Io voglio prendere per buono e per serio questo impegno, questo rinvio. Se per venerdì niente succede, vediamo quello che si deve fare. Perché altri rinvii non esistono proprio. Ormai c'è un impegno e la Procura non può tirarsi indietro. Tra martedì e venerdì parlino. Io di certo fino a venerdì incluso mantengo l'impegno di non dire nulla di più di quanto già ho detto fino ad oggi. Perché sono convinto che la Procura se lo assumerà, entro venerdì, il suo impegno. Mi auguro che questa mia convinzione non resti tradita da un comportamento deludente. Basta con il temporeggiare.

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  15. Ciao Daniele,
    le tue parole in merito all'impegno della Procura sono giustissime.
    In merito al sospettato Turro, la cosa che mi ha sempre convinto della sua estraneità nella faccenda è la dinamica della strage di via Caravaggio. Il grande spargimento di sangue nella scena del crimine mi ha sempre fatto pensare ad una persona che ha agito per collera, in maniera disorganizzata e non pianificata, utilizzando presumibilmente oggetti trovati nell'appartamento. Un "estraneo" al mondo del crimine, in altre parole. Penso che invece il sospettato di cui sopra, anche non preventivando l'omicidio, avrebbe portato con se un'arma più consona. Che cosa ne pensi?

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  16. Ciao Daniele,
    considerato l'eccellente lavoro da te svolto in questo post, volevo chiederti se hai pensato di scrivere un libro sulla vicenda. Logicamente non a scopo di lucro, ma per "cristallizare" i vari accadimenti in maniera super partes, offrendo una visione dettagliata, lucida ed imparziale di tutta la storia, slegata da eventuali "innamoramenti" dell'autore di una pista dal medesimo elaborata.
    Eventualmente, considerami fin da questo momento un acquirente sicuro del libro! ;-)

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    1. Esatto Daniele, mi associo alla proposta di Daygo... Scrivi un libro sul mistero risolto di via Caravaggio!! Wow!! Un bel lavoro, frutto di anni ed anni di impegno, interviste, documenti giudiziari, ecc.... Se vuoi vengo a scattare delle fotografie, sono un'eccellente fotografa..
      Nessuno può scrivere un libro così completo, dettagliato, imparziale e preciso come potresti farlo tu, scusa....
      Anche io comprerò il tuo libro, sarò la prima e ti farò molta pubblicità.... E voglio l'autografo in prima pagina!!
      Un tuo lavoro così accurato non può rimanere nel web

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    2. Vi ringrazio. Sono fiero di conoscere persone come voi.

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    3. Noi ti ringraziamo delle belle parole ma ringrazia te stesso Daniele...
      Tutto questo è opera/merito tuo.
      Pensaci....
      Un libro così dettagliato come potresti scriverlo tu in giro non lo trovi.

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    4. Mi associo alle parole di Maria, non avrei potuto trovarne di migliori! ;-)

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    5. Grazie Maria ma adesso la priorità, quello che io voglio prima di ogni altra cosa, è che la Procura parli. Altrimenti è tutto inutile: la Procura deve proteggere i cittadini e i giornalisti che conoscono la verità. Parlando. Rivelando ufficialmente e pubblicamente ciò che sa. Cosìcchè, dopo, anche i cittadini e i giornalisti potranno finalmente tirare fuori ciò che sanno. Perchè se prima non lo fa la Procura, i cittadini e i giornalisti non possono fare praticamente nulla. Sapere qualcosa e non poterla dire: è la cosa più crudele, più ingiusta, più brutta che possa capitare nella vita di un uomo, famoso e non famoso. Importante e non importante. Io non vorrei che stessero temporeggiando nella speranza che di nuovo tutti si scordino di tutto.

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    6. Va bene Daniele, aspettiamo che la Procura parli, altrimenti ci mettiamo in moto noi per farla parlare.
      Ma quando il nome sarà reso pubblico e molto altro si potrà dire su questo caso, non ritengo giusto che rimanga "rinchiuso" in questo blog. Semplicemente perche' il tuo contributo è stato notevole, preciso, infaticabile.
      Un tuo libro sarebbe un giusto contributo che hai già dato a questo caso. Tutti potranno conoscere i dettagli, i reperti scientifici (di allora e di oggi), le testimonianze, i protagonisti, gli estratti delle sentenze, i luoghi, le persone ed i retroscena di uno dei più feroci misteri d'Italia. Questo triplice delitto che spaventò moltissimo i napoletani 40 anni fa.

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  17. Dall'inizio il mio istinto mi ha detto che l'assassino fosse il nipote della signora Gemma, il suo complice il fratello Mario. Ho pensato anche al Medico ma che volete, per me,i due fratelli sono coinvolti in questa bruttissima storia.I depistaggi, la denuncia per mancanza di notizie della famiglia Santangelo dopo tanti giorni, le mani infortunate,la visione dell'uomo nella macchina di notte, l'incolpare il malavitoso calabrese e non il Dottore, insomma una bella gatta da pelare per la Giustizia Italiana,che dopo aver preso l'assassino , lo ha rilasciato e anche risarcito!

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  18. Chiedo scusa ho scritto Mario ma volevo dire Domenico.

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  19. Da oggi, martedì 6 maggio, a venerdì, 9 maggio, c'è il "banco di prova" sul caso della Strage di via Caravaggio: la Procura di Napoli comunicherà ciò che ha scoperto un anno fa oppure quel termine dei 7-10 giorni è solo un escamotage per prendere tempo e sperare che di nuovo la notizia si addormenti e stavolta per sempre? Mi sembra evidente che la Procura di Napoli non ha fatto sapere niente in questi 365 giorni proprio perchè l'intenzione è stata quella di non voler comunicare pubblicamente nome e cognome della persona alla quale appartiene il DNA isolato da macchie di sangue presenti su un asciugamano trovato sulla scena del triplice delitto. Per sfortuna della Procura, però, i giornalisti Fabio Sanvitale e Giuseppe Crimaldi, tra fine ottobre 2013 e fine aprile 2014, sono entrati in possesso di informazioni e hanno dato la notizia attraverso Cronaca-Nera.it e Il Mattino di Napoli. Da parte dei media, ad eccezione di un accenno fatto dal Tg2 qualche settimana fa, c'è stato menefreghismo e disinteresse totale: questo perchè non guardano alla giustizia ma al mercato i media. Per loro i casi di cronaca nera non sono fatti di vittime ma di storie che a loro giudizio o bucano o non bucano il video. Questo menefreghsimo e questo disinteresse totale dei mass media ha certamente conferito un "alibi" alla Procura: viene più facile il temporeggiare sperando che di nuovo tutto finisca nel dimenticatoio. Visto che a volere questa verità, questo nome siamo (a quanto pare) solamente io, il dott. Crimaldi, il dott. Sanvitale e i cari amici e lettori che seguono con appassionata e commovente partecipazione il mio energico lavoro sviluppato attraverso questo Blog tra il 2011 ed il 2014. Il termine dei 7-10 giorni è vero o è per sperare che serva a far riaddormentare (per intanto) la faccenda? Da domani, ed entro venerdì, lo scopriremo.

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  20. A chi appartiene oggi il casale di campagna della cenname? .... mi sta entrando una certa idea nella testa.

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    1. Non lo so. Non so neanche se materialmente esiste ancora.

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    2. A ricordi di logica, Retaux, il casolare della sig.ra Cenname, con la sua morte, dovrebbe essere andato ai suoi eredi diretti, ossia le sorelle, visto che Gemma non aveva figli.
      In ogni caso non comprendo come possa essere interessante OGGI questo dettaglio.

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  21. Non voglio fare il pessimista, ma credo che non accadrà nulla. Non ci sono i presupposti. La Procura vuole evitare di riaccendere l'attenzione su un caso dove non si può intervenire in alcun modo. Siamo solo noi, un microscopico gruppetto di persone, che vorrebbe conoscere la soluzione del caso (e che comunque non ci sarà, visto che il risultato delle analisi del DNA è un forte indizio, ma non una sentenza di colpevolezza).... Possiamo solo aspettare, ed è l'unica cosa certa che ci tocca.... Ma davvero non riesco a immaginare come potrebbe avvenire la comunicazione di dati d'indagine a livello pubblico ed ufficiale.

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  22. Bah...non so come andra' a finire....se comunque non dovessero fare il nome possiamo sempre chiamare a genny 'a carogna...

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    1. Non c'è bisogno Arturo. Ci andiamo noi . A volte l'educazione, il profilo basso, le parole misurate sanno essere più taglienti di qualsiasi rappresaglia. Io non mollo. Arriveremo alla verità

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    2. Premetto che la mia era una considerazione sarcastica (lungi da me l'idea di scherzare in questo blog). In Italia purtroppo gira tutto al contrario;Se In una Nazione civile un evento del genere porta ad identificare un colpevole in maniera inequivocabile questi viene spedito in galera a calci nel sedere; in italia purtroppo accade l'esatto contrario, ossia sono le vittime ad essere trattate a calci e gli assassini ad essere trasformati addirittura in divi televisivi. Comunque aspettiamo venerdi' e vediamo....

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    3. E ci tengo ad aggiungere,specie di questi tempi in cui sono messi sotto attacco, che le forze dell'ordine avevano visto giusto....

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    4. Arturo, credimi, avevo capito il tono della tua frase... È normale che fosse sarcastica. Anche perchè le persone che seguono questo blog ho capito che mantengono un profilo basso e rispettoso, anche quando ci sarebbe stato un motivo più che ragionevole per avvelenarsi il sangue. Detto questo e giusy 'a carogna a parte, concordo in tutto con te. In Italia gente come Busco, Amanda & Raffaele, Stasi e Parolisi stanno continuamente in tv invece di marcire in galera (di tutti questi solo l'assassino di Melania è detenuto, vi pare una cosa normale?).
      A questo punto, qualora la Procura non dovesse parlare, noi del blog uniremo le nostre forze, cominceremo un tam tam di passaparola, di martellamento ai media fino ad arrivare a combattere il sistema (per quanto lo trovo anche io ingiusto nonchè squallido) con l'unica arma efficace, ossia far accendere i riflettori sulla strage di via Caravaggio in modo che se ne parli.
      L'opinione pubblica deve sapere che un atroce triplice delitto di 40 anni fa, grazie al progresso della scienza ed agli esami del DNA, è stato finalmente risolto rivelando, dopo moltissimi anni, il nome di chi era presente in modo inequivocabile sulla scena del delitto ma, per qualche strano motivo, questo elemento non irrilevante, nessuno vuole darne notizia. Eppure è un risultato clamoroso per la verità e per la scienza!!
      Inoltre il nostro scopo sarà quello di "denunciare" come la scienza abbia fatto in pochi anni dei passi da gigante, mentre la giurisprudenza e la burocrazia, al contrario, neanche camminano... Zoppicano. È ora che questi inizino ad andare di pari passo.

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  23. Nel frattempo, desidero presentare le mie pubbliche scuse ai familiari del dott. Giuseppe De Laurentiis.

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    1. Quindi, esclusa anche la pista calabrese, vuoi dire che i risultati delle analisi possono portare nient'altro che alla pista forense?

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    2. Sono certo che il dott. De Laurentiis, come Annunziato Palmiro Turro, non c'entra niente con il caso. Non aggiungo altro. Di nuovo chiedo scusa, pubblicamente, ai suoi familiari. E lo dico trattenendo a stento l'emozione. Perché sono molto dispiaciuto. Mi ero sbagliato.

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    3. Dal mio Blog ho ritenuto necessario togliere tutti i paragrafi che riguardavano il Turro e il dott. De Laurentiis. Questo è quanto.

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    4. Dai neanche il medico è stato?? Perché ti sbilanci così? Hai qualche nuova freschissima?

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    5. Non ho altro da aggiungere. La Procura parli: da 365 giorni ha qualcosa da dire. Non lo fa perché ha scoperto qualcosa di sconveniente e perché ha le mani legate dal "regolamento". Se la Procura non parla non posso andare oltre. Se però siamo destinati, noi tutti, a sentire un bel niente, pubblicamente, per bocca della Procura sarebbe bene saperlo quanto prima possibile. Perché mi irrita provare la sensazione che stiamo in attesa per niente. Per un qualcosa che noi, illusi, crediamo arriverà quando invece non arriverà mai.

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    6. Ma come, prima dicono che faranno sapere gli esiti delle perizie e poi non parlano? Dovrebbero almeno spiegare perché, mi chiedo cosa possa essere questo qualcosa di sconveniente, non capisco, si tratta di fare uno o più nomi, chiunque siano, bisogna farli (che siano perseguibili o meno), per togliere PUBBLICAMENTE e UFFICIALMENTE il sospetto da persone che non c'entravano nulla, una semplice questione di giustizia e verità. Magari provo a mandare una lettera al Mattino, sempre che la pubblichino....

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    7. Daniele perdonami, posso dire una cosa? Tu sai quanto ti stimo. Onestamente io non avrei rimosso tutti i paragrafi relativi al Turro ed al Dott. Giuseppe De Laurentiis su questo blog, piuttosto avrei modificato i titoli. Mi spiego.
      1. Le piste Turro e De Laurentiis non le hai tirate in ballo tu, quindi tu non sei colpevole di aver "infangato" i loro nomi.
      2. Tu hai seguito FEDELMENTE (e questo fa onore al tuo lavoro, preciso ed imparziale) ciò che recitava la sentenza di assoluzione nel processo a carico di Domenico Zarrelli. Le piste Turro/De Laurentiis furono ipotizzate dall'avv. Mario Zarrelli nel difendere il fratello.
      3. Io, piuttosto, avrei tenuto tutto il materiale concernente Turro/De Laurentiis per raccontare cosa accadde 40 anni fa, sottolineando, OGGI, che erano ipotesi del tempo, comunque materiale investigativo di allora.
      Sarebbe un'occasione, come dici tu, per "scusarti" con le famiglie Turro/De Laurentiis anche mostrando, a questo punto, come la tesi dell'avv. Mario Zarrelli fosse assolutamente priva di verità e fondamento.
      Infine io l'avrei tenuta, perchè è giusto che si sappia, OGGI, che chi ha indagato su una persone estranee al massacro, ha sbagliato. La Procura non sta facendo la cosa giusta nel prolungare il suo silenzio. Non possiamo rimetterci sempre noi cittadini.

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    8. Il materiale tolto dal Blog non è andato perso. Lo conservo privatamente, inclusi i commenti che erano stati fatti. Se qualcuno vuole consultarlo per motivi storici può scrivermi in posta elettronica e lo avrà in allegato ad una e-mail. C'erano da modificare troppe cose nell'impostazione argomentativa di quei paragrafi, per poterne diversificare il senso. Per questo ho scelto una soluzione drastica. Ad ogni modo, nel paragrafo del Blog "Le piste / La prova del DNA" (scritto 6 mesi fa) restano citate quelle piste e tutti i dati che le componevano.

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    9. Un'ultima cosa, vorrei dire, solo per dovere di cronaca.
      Tu stesso Daniele ci hai rivelato che Annunziato Palmiro Turro risulta essere estraneo al massacro di via Caravaggio. Non appartiene a lui il DNA estratto dai reperti. Pertanto è d'obbligo farlo uscire di scena, con le dovute scuse.
      Ci tengo comunque a precisare che il Turro non era comunque una brava persona. Era legato alla 'ndrangheta e, l'anno in cui accadde il triplice omicidio di via Caravaggio, egli aveva già di ersi precedenti penali per rapina. Pertanto di certo quest'uomo non gode della mia stima, nè tanto meno quella di tutta la brava gente.
      È però moralmente eticamente giusto riconoscere che il Turro, pur essendo un pregiudicato, non ha ucciso i Santangelo (i quali, a loro volta, non erano assolutamente le persone che tentarono di ricattarlo eccetera come si insinuò in qualche aula di Tribunale 35 anni fa), e pertanto debba essergli riconosciuta l'estraneità a questo orribile triplice delitto.

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    10. Concordo con ogni parola che Maria ha scritto negli interventi sopra riportati (mai andato così d'accordo con una donna, se non fossi stato sposato e padre di famiglia mi sarei dichiarato!). In particolare concordo sul fatto che comunque le piste alternative non vanno eliminate, perchè non sei stato tu, Daniele, a crearle.

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    11. Grazie Daygo, sono lusingata. Quello che scrivo è esattamente ciò che penso. La strage di via Caravaggio rappresenta un capitolo davvero buio della nostra nostra. Un triplice omicidio efferato, crudele che ha scosso tutta Italia. Un'intera famiglia massacrata ed un povero cane soffocato.
      Oggi questo massacro non è più un delitto irrisolto grazie al DNA e non deve essere trattato come tale.
      Se la Procura tace noi inizieremo un tam tam, un passaparola fino ad arrivare a qualcuno, anche ai media, in grado di riaccendere i riflettori su questa strage e la Procura dovrà parlare per forza.

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    12. Daniele io comunque se fossi in te le piste alternative a suo tempo trattate le reinserirei nel blog.
      Ovviamente sotto un'altra luce e dando loro la dimensione che meritano.
      In ogni caso si trattano di un reperto che fa parte della storia di questo caso. Tali piste furono citate nelle sentenze di assoluzione a carico dell'unico imputato. Tu sei entrato in possesso di alcuni passi della sentenza che comunque è un documento importante.
      È chiaro, oggi, con questo colpo di scena rivelato dagli esami del DNA, diamo alle altre piste il giusto peso e la loro dimensione.
      Queste persone non li hai diffamati tu, Daniele. Anzi, è bene che la Procura parli anche perche' chi non c'entra davvero nulla per anni è stata comunque guardata dall'opinione pubblica, dal vicino di casa, dai media, dalla gente comune come "il probabile sospetto". Non sei il solo che deve loro delle scuse.... Anzi, a dirla tutta, in teoria tu non gliene devi per niente.
      Nel tuo blog tu non fai mai trapelare il tuo pensiero con eccessiva emotività: tu hai sempre cercato, con successo, ad attenerti ai fatti. Tu hai solo raccontato una triste e drammatica storia in cui, oltre a quattro cadaveri, ci sono altre persone che hanno vissuto nell'infamia e nel sospetto e c'è chi ha vissuto libero anche se meritava di marcire in galera.
      È ora di scoprire le carte

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    13. Sono proprio le vostre bellissime parole, il vostro commovente apprezzamento nei confronti di questo impegno portato avanti per tre anni, l'interesse instancabile (e anche il fatto che il vostro interesse è instancabile mi commuove) verso questa storia a darmi la forza di andare avanti malgrado queste avversità degli ultimi giorni. Avversità che certe volte ti fanno sentire come uno che sta scalando una montagna dalla vetta che sembra irraggiungibile.

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    14. Perchè te lo meriti Daniele.
      Perchè tu sei un onesto cittadino che ha contribuito a portare la verità ad un triplice omicidio efferato restato irrisolto per anni.
      Fortunatamente al mondo, nonostante tutto, c'è tanta brava gente che è stanca, delle menzogne e dei sotterfugi.
      Questa è la gente che ti segue, che ti stima, che è pronta a correre in tuo soccorso qualora tu dovessi mostrare segni di cedimento.
      Vedrai Daniele, ce la faremo. Avremo il nome in pubblico.

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    15. Sono sicuro che ce la faremo. Se necessario, prenoto il volo Berlino-Napoli e vi raggiungo alla Procura! ;-)

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    16. Concordo con Daygo. Daniele, tutte queste persone che neanche ti conoscono pronte ad aiutarti ad andare fino in fondo dovrebbero essere per te uno stimolo in più per non mollare

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  24. La Procura ha il dovere di dirla questa brutta verità! Bisogna rivelare a tutti come il gatto e la volpe hanno agito.Che vergogna, evitare il carcere, continuare a vivere per tutto questo tempo atteggiandosi a vittime con tre cadaveri sulla coscienza., c'era chi sapeva...la paura ha messo a tacere le coscienze.

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  25. Il punto è che dal 5 maggio 2013 ad oggi, 6 maggio 2014, la Procura conosce il risultato delle analisi. Bisogna capire se qualcosa (e cosa) è cambiato per determinare la rottura del silenzio durante oltre un anno. Altrimenti, stiamo aspettando inutilmente. Chissà in base a quale elemento il giornalista de Il Mattino ha potuto annunciare prima le due settimane e poi il rinvio di una decina di giorni: è questo che non capisco.

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  26. A questo punto se non accade nulla mobilitiamoci noi.... Creiamo un gruppo su facebbok per conoscere la verità sulla strage di via Caravaggio. Visto che questo non è più un delitto irrisolto tutti devono conoscere il nome.
    Con le ultime rivelazioni di Daniele abbiamo capito tutti di chi si tratta, è inutile prendersi in giro, ormai è il segreto di Pulcinella. Ma noi non siamo quì a cercare il gossip del giorno, noi abbiamo seguito il caso perchè vogliamo che venisse fatta verità e giustizia su questo triplice delitto. Giustizia non l'avremo, ma la verità la vogliamo.
    E non ce lo deve dire Daniele (con tutto il rispetto, ovviamente), ce lo deve dire la Procura di Napoli.
    Agiamo tutti.
    Io propongo di iniziare a concepire una lettera/denuncia su quello che sta accadendo, ossia partiamo appunto dal fatto che sono stati esaminati i reperti di 40 anni fa e che, colpo di scena! Abbiamo il nome di chi era presente sul luogo del delitto. La Procura tace, perchè? Noi vogliamo quel nome.
    Questo, secondo me, dovrebbe essere il concetto della lettera che andremo a sviluppare. Poi il resto può servire da contorno, come ad esempio il fatto che nessun programma tv ne parla perchè il caso è talmente datato che nessuno se ne ricorda e quindi non fa "audience" come ad es. il caso Ragusa, Scazzi, Cesaroni, Kercher, Ecc.
    Ma, in tutto questo questo, ci vogliamo mettere anche il fatto che la nostra scienza ha fatto tanti passi da giganti al punto da svelare un delitto di 40 anni fa?? Non è cosa da poco.
    Una volta sviluppata la lettera, di comune accordo, la inviamo a tutte le testate giornalistiche, a tutti i programmi e talk show televisivi e, se qualcuno è con me, andiamo a picchettare la Procura di Napoli fino a sfinirli (io non sono di Napoli, attenzione, ma se ci diamo appuntamento ci vengo).
    Un atteggiamento del genere non si può tollerare e non dobbiamo permetterlo.
    Ricordiamoci che un giorno la stessa verità potrebbe essere negata ad ognuno di noi. Non so voi, ma io mi arrabbierei e non poco!

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    1. Oggi, in positivo e in negativo, sono le Televisioni a supportare (se non, addirittura, a determinare) ciò che avviene in campo giudiziario quando si tratta di Cold Case e processi clamorosi. Quindi ritengo che solo una positiva pressione della Televisione può far cambiare questo "Stato di cose". Ma per fare questo non basta scrivere a un programma tv importante. Anche se si è in 30 a farlo. Ci vogliono conoscenze, agganci diretti con persone che o stanno dentro la realtà televisiva o che a loro volta conoscono (per i motivi più disparati) chi lavora in televisione. Questo, ovviamente, sempre che poi la Televisione ritenga che una cosa del genere interessi anche ad essa. La magistratura, quando si tratta di Cold Case clamorosi e processi clamorosi, è sensibile alla pressione pubblica. Ma certamente quella (nel nostro caso: "buona", cioè per una nobile e giustissima causa) che riusciamo a fare noi per loro non conta. Perché non disponiamo di quei mezzi che veramente fanno smuovere le cose. Con le Televisioni cambierebbe tutto. A me dispiace molto, e lo dico con grande amarezza, che paradossalmente ne ha parlato il Tg2 e non il Tgr-Campania. Questa è un'altra cosa che non mi è piaciuta. Visto che comunque si è parlato di 10 giorni massimo: mancherebbero altre 72 ore. Entro venerdì 9 maggio, fra tre giorni. Quindi per qualunque iniziativa conviene iniziarne a parlare non prima di sabato mattina. Nel caso, ovviamente, non dovesse accadere nulla fino a venerdì sera.

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    2. Certo, fino a venerdi non facciamo nulla.
      Ma se il nome non salta fuori anche se non conosciamo nessuno, un tentativo dobbiamo farlo. Non possiamo fermarci adesso. Anche se siamo una formica contro un gigante
      Io un tentativo lo faccio. Sempre dopo venerdi, giuro!

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    3. Sicuro: qualche idea ce la facciamo venire se per venerdì non succede niente.

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    4. Totalmente a vostra disposizione anche io! ;-)

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    5. Mi piace questo blog. Guarda Daniele quante persone ci sono ben disposte ad aiutarti. Aspettiamo domenica, poi ci inventiamo qualcosa. Io comunque (lo so che non vi interessa) sono in ferie fino al 15, avendo più tempo a disposizione inizio a buttare giù una lettera in caso dovessimo iniziare ad andare a bussare alle porte di giornali e tv e ve lo sottopongo.
      Non puoi e non devi arrenderti Daniele. Se siamo arrivati fino a qui con le indagini è anche grazie al tuo contributo.
      Non sempre la verità è facile da rivelare, ma anche se è indigesta per qualcuno, va raccontata punto.
      Abbiamo tre persone ed un cane che in quarant'anni non hanno avuto giustizia, almeno la verità gliela vogliamo dare?

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    6. Se non succede niente, sabato mattina mi ritaglio un po' di tempo per pensare a quello che in extremis si potrebbe fare.

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    7. Venerdi è trascorso, inutlmente... Agiamo!!!!

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    8. Si, è trascorso proprio inutilmente. Mi sono attivato già da stasera in realtà. Se avrò buone notizie le comunicherò.

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  27. Comunque, forse l'ho già detto, non capisco perché certe trasmissioni, tipo 'Chi l'ha visto', che pure si occupano anche di casi lontani nel tempo, quando ci sono novità che ne determinano la riapertura (ma anche quando non ce ne sono), non si stiano occupando di questo caso, che pure ha un esito clamoroso. La cosa mi torna strana....

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    1. Forse a loro piacciono i casi irrisolti (non troppo "vecchi") e le trame complicate.

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    2. Simona io mesi fa scrissi alla trasmissione "Chi l'ha Visto?".
      Visto che siamo in tema di scoprire gli altarini, facciamolo fino in fondo.
      Accadde quando il giornalista Fabio Sanvitale pubblicò la notizia-bomba sul web secondo cui appunto la Procura aveva fatto analizzare i reperti sequestrati sulla scena del crimine e conservati per anni e che, da mesi, conosceva il nome dell'assassino.
      Li invitai a leggere quell'articolo e citai anche questo blog come fonte completa di informazioni sul caso.
      Speravo che avrebbero riportato questa storia sotto i riflettori. Dopo un mese circa di silenzio, "Chi l'ha Visto?" mi rispose, sempre cordialmente, dicendomi che non vi erano novità sul caso ma che lo avrebbero trattato sicuramente qualora ve ne fossero. Rimasi sorpresa. Ma come? Avevo appena fornito loro le novità eclatanti?
      Ho pensato, in un primo momento, che il motivo fosse da ricercare sul fatto che il giornalismo del web non è visto di buon occhio.
      Quando poi, mesi dopo, uscì l'articolo su Il Mattino di Napoli, quindi un quotidiano nazionale, un giornalista "tradizionale" raccontava la stessa storia del web, ho pensato che stavolta mi avrebbero ascoltata, ho scritto loro ancora. Ma niente. Stavolta non mi hanno nemmeno risposto.
      Io gli scrivo di nuovo e, se necessario, mi presento lì.
      Non vivo lontano da Roma e comunque non mi faccio problemi a viaggiare.
      Probabilmente, come dice Daniele, la strage di via Caravaggio, che pochissimi ricordano, non fa audience. Ma Domenico, Gemma, Angela e Dick non sono morti in una fiction, sono stati sgozzati veramente. È dal 30 ottobre 1975 che aspettano verità e giustizia. E questo per me viene prima dell'audience e di eventuali verità scomode.

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  28. Spero che il mattino si faccia sentire.

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  29. @Sundance76: Se fosse stato per la Procura, Sundance, molto probabilmente noi cittadini comuni non avremmo saputo mai niente. L'intenzione della Procura è stata a mio avviso quella di non far sapere niente di niente all'esterno. Perchè la prova scientifica (che inchioda - in quanto, a maggior ragione, è venuta fuori da sangue presente su un reperto della strage Santangelo) ha identificato una persona non più imputabile, non più perseguibile, non più processabile. E quindi loro si sono trovati con le mani legate perchè la procedura penale (alla quale dovrei tra l'altro riservare certe mie critiche - ma non è questa la sede opportuna per farle) mette dei limiti. Se qualcosa è cambiato di recente è perchè la notizia è comparsa su Il Mattino di Napoli: il più importante quotidiano della Campania. Il primo a parlare di queste novità era stato il dott. Sanvitale tra il 31 ottobre ed il 16 dicembre 2013: ma, naturalmente, per la Procura di Napoli, un web-magazine (Cronaca-Nera.it) e un blog (questo) non sono "chissà cosa". E probabilmente anche il mio articolo del 25 febbraio 2014, pubblicato dal web-magazine Notte Criminale.it, non è stato affatto sufficiente a suscitare le dovute impressioni. Diverso è il discorso sul Mattino di Napoli. Però: il fatto che prima si è parlato (il 10 aprile) di 14 giorni e poi (il 29 aprile) di altri 7-10 giorni mi ha lasciato sicuramente perplesso. Perplesso in questo senso: che bisogno c'è di aspettare 14 giorni e poi di rinviare ad altri 7-10 giorni quando le analisi di laboratorio sono terminate da 365 giorni e quando conosci il DNA di questo tizio? Ecco che allora mi è scattato un sospetto: la Procura non può ignorare l'importanza del Mattino di Napoli ma, dopo un primo momento in cui si è sentita incoraggiata a dire/a parlare, non è che si è nuovamente raffreddata e spera (di nuovo) che la questione si addormenti? Ad ogni modo sono convinto che se le notizie del Mattino di Napoli fossero state riprese a tutto spiano da programmi come Chi l'ha visto? non avremmo avuto un rinvio di 7-10 giorni. Noi e il dott. Crimaldi abbiamo fatto probabilmente anche l'impossibile. Io stesso mi sono gradualmente spinto veramente ai limiti massimi di dove potevo portarmi. Veramente oltre il limite massimo al quale mi sono portato questo pomeriggio, in questo Blog, non posso andare (finchè la Procura non uscirà allo scoperto, naturalmente).

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  30. Io sono con voi, non vivo più in italia ma a breve riscendo ...manifestiamo? Appuntamento a via caravaggio 78?

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    1. Va benissimo.
      Partiamo da via Caravaggio 78 ed arriviamo davanti alla Procura. Poi ci sediamo e stiamo lì per ore. Li prendiamo per sfinimento

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    2. Nel testo dell'articolo del 29 aprile c'era scritto "7-10 giorni" ma nel titolo dell'articolo c'era scritto "10 giorni". Forse va preso per buono il termine indicato nel titolo dell'articolo. Aspettiamo venerdì.

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  31. Speriamo in un altro articolo di crimaldi... Penso che lui abbia le sue fonti in questura che glielo avranno detto di questi giorni di rinvio, non può essersi inventato tutto dalla mattina alla sera

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  32. Ciao,

    sapete come è stato ottenuto il DNA da confrontare con quello dei reperti?

    grazie

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  33. E' finita,non penso faranno sapere nulla. Crimaldi ci ha illuso

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    1. Perdonami Max ma in questa vicenda non credo che Crimaldi abbia colpa. Le colpe in questa vocenda sono da ricercare altrove. Non è colpa di Crimaldi se la Procura non parla. Può anche essere accaduto, ad esempio, che la Procura abbia confidato a Crimaldi delle date a caso per tenerlo buono e rallentare la pressione.
      Per me non è finita. Io non mi arrendo. Io non mi piego ad una società che ti nega ciò che al mondo è la cosa più casrocanta di tutto, dopo ovviamente la vita umana: la verità. Nella strage di via Caravaggio sono state violate brutalmente 4 vite, quelle di tre persone e di un cagnolino (la cui vita, per come la vedo io, non è meno importante di quella dei suoi padroni) e oggi ci stanno togliendo anche la verità.
      Non voglio fare il comizio, per carità, ma non si può addormentare continuamente il pubblico con cavolate colossali tipo "Il grande fratello", oppure accendere gli animi con il presunto rigore negato a tale squadra, oppure illudendoci che il politico di destra litighi davvero con quello di sinistra per "il nostro bene" (vanno d'accordissimo, tutti attaccati alle loro poltrone ed ai loro vitalizi) mentre tutto quello che ci tocca veramente viene continuamente violato e calpestato.
      Forse non avremo mai la verità, che so, sulle Stragi di Ustica o sull'assassinio di JFK, ma il massacro di via Caravaggio deve restituire la verità alle vittime, ai parenti, a noi tutti, e deve riportare al centro dell'attenzione - anche nediatica se serve- il fatto che la scienza moderna può aiutare a risolvere casi obsoleti come questo, e pertanto la lesislatura non potrà ignorare questo elemento.
      Anche per questo, per me, la strage di via Caravaggio è diventato un caso così importante, proprio per la sua doppia valenza

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    2. Mi sembri ingiusto, Max: se il dott. Crimaldi ha scritto quegli articoli è perché è riuscito ad ottenere informazioni precise dall'interno; se ha dato quelle date (14 giorni e poi 7-10 giorni) è perché così gli sarà stato comunicato dall'interno. Quindi se la Procura di Napoli si tira indietro al dott. Crimaldi nulla può essere addebitato. Sarà la Procura a fare una brutta figura. Soprattutto: è stata la Procura ad illuderci, non il dott. Crimaldi. Anche lui sicuramente si innervosirà se per domani niente dovesse succedere: perché è un giornalista professionista, una penna famosa del giornalismo, e non gli va sicuramente di veder smentito un suo articolo dopo che qualcuno si era assunto un impegno.

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    3. Secondo me, se c'era stata qualche ufficiosa informazione circa imminenti novità, allora era meglio tacere. Ora ci siamo tutti messi in tensione, ma, come purtroppo è da riconoscere, non vi è alcun mezzo formale per pretendere di conoscere i risultati di un'analisi scientifica, se questa non entra in un procedimento legale, cioè in un processo. Sappiamo che il processo non potrà nemmeno iniziare. Quindi dobbiamo anche chiedere a noi stessi cosa stiamo sperando che accada: una conferenza stampa? Improbabilissimo (oltre che fuori dalle norme). Allora una conferma ufficiosa? Ma questo già lo sappiamo. Sappiamo quale è il nome della persona a cui appartiene la traccia biologica. Sappiamo nella pratica tutto quello che vogliamo. Ma siccome nessuno potrà essere processato e quindi nessuno potrà essere riconosciuto colpevole nè condannato, è ovvio che la Procura rimanga silente. La verità sostanziale è sempre (SEMPRE) diversa dalla verità processuale, la Procura istruisce processi, quindi non è tenuta ad essere oracolo di verità sostanziali che non può fornire, proprio perchè è tenuta a fare tutt'altro. Qui dentro io sono il primo (cronologicamente) a voler conoscere il colpevole di un caso che mi sconvolse sin dal 1988, ma mi rendo conto che siamo in un vicolo strettissimo, e c'è solo una flebilissima speranza che non sia cieco. Forse, dovremo accontentarci delle soffiate di corridoio, che già ci hanno indicato chi è in realtà il probabilissimo colpevole (per far contenti i garantisti dovremmo dire qualcosa del tipo: "sempre se egli non si sia tagliato accidentalmente qualche giorno prima a casa delle future vittime, che l'hanno medicato, e non avevano ancora lavato l'asciugamano quando poi sono state uccise", e amenità di questo genere...)

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    4. Questo Paese è anche troppo garantista. Io mi domando a quale criterio di equità e di giustizia fa capo questa decisione: se trovi una nuova prova a discarico, puoi chiedere la revisione processuale dopo sentenza di condanna passata in giudicato. Se trovi una nuova prova a carico, non puoi chiedere la revisione processuale dopo una sentenza di assoluzione passata in giudicato. La giustizia deve essere sinonimo di giusto. E una cosa per essere giusta deve essere perfettamente in equilibrio, ben bilanciata. Invece la bilancia pende solo a favore della difesa e dei diritti della difesa. E gli altri diritti che fine fanno? Tutto questo mi disturba. Molto.

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    5. Ti capisco, ma i principi del diritto della nostra civiltà giuridica tendono a essere favorevoli all'imputato (non ho detto colpevole) se vi sono dubbi. I Romani dicevano "In dubio pro reo", nel senso che se ci sono dubbi, è meglio tener fuori un possibile colpevole che non condannare un possibile innocente.

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    6. Inoltre, un altro principio garantisce all'imputato che il processo abbia una durata determinata (cioè non infinita), e che quindi, esauriti i gradi di giudizio di merito (Tribunale e Appello), e il giudizio di legittimità (Cassazione), più gli eventuali rifacimenti in primo e secondo grado per vizi procedurali, l'imputato ha diritto a un verdetto, di colpevolezza o innocenza, che sia però definitivo una volta per tutte, affinchè egli non sia all'infinito oggetto di inquisizione da parte dello Stato o di riprovazione sociale da parte dei suoi concittadini.

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    7. Non sono d'accordo: perché tenere fuori un colpevole è anche peggio che tenere dentro un innocente. O, quanto meno, c'è pari gravità. Inoltre, Sundance, considera che ci stanno processi in cui capitano delle "schifezze". Ti voglio fare l'esempio dei processi sul delitto di Simonetta Cesaroni: in Appello, la Corte di secondo grado non ha concesso facoltà d'intervento a tutti i consulenti della Parte civile; ha respinto una consulenza di Psicologia giuridica che almeno in parte poteva essere accettata. Dato che la prima delle 2 parti che la componevano non va affatto a scontrarsi con l'art. 220 del Cpp (e ne parlo con cognizione di causa avendo letto tale consulenza); la Corte non ha tenuto conto di una contraddizione emersa nel collegio difensivo rispetto ad un dato importante del dibattimento; la Corte ha assolto basandosi su una perizia che poggia solo su opinioni e valutazioni dei periti. Non ci sono analisi di laboratorio e le valutazioni espresse in realtà non confutano per niente il lavoro dei consulenti del Pm. E' solo un aver detto tutto il contrario di tutto e basta. La perizia di Odontologia forense è stata condotta da un Medico legale e quindi non da un Odontologo forense, e su un punto il Medico legale è stato smentito persino dall'Odontologo forense della difesa. E poi la cosa più grave: in dibattimento non è stato ascoltato l'Odontologo forense della Parte civile, una prova a carico decisiva fornita dall'Odontologo forense della Parte civile (Prova di Indentazione - condotta in laboratorio) non è stata tenuta da conto in Tribunale e non è stata neanche inserita nel testo delle motivazioni della sentenza di secondo grado. Dopo due anni, malgrado i ragionevolissimi ricorsi presentati da Procura Generale e Parte civile, e fatti propri dal Pm dell'udienza in Cassazione, il Tribunale di legittimità ha respinto tutto e ha fatto passare in maniera liscia liscia il processo d'Appello e tutti quei gravi strappi alle regole, confermando dunque in via definitiva l'assoluzione di colui che era l'imputato. Si può mai tollerare una cosa del genere e non far revisionare tutto? Dai, per cortesia.

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    8. Il problema è che la giustizia è fatta da uomini, e quindi è fallibile. Per limitare (non per eliminare, perchè è impossibile) questa fallibilità, esistono i vari gradi di giudizio e di merito, previsti in modo tassativo. Non si può superare una previsione legislativa se il proprio giudizio personale, pur supportato da alcune valutazioni, è contrastante con quello dei Magistrati incaricati di giudicare. Non possiamo pretendere un numero indeterminato di revisioni proporzionali ai dissensi dei singoli cittadini. Purtroppo va accettato che a giudicare debbano essere solo alcuni di essi, e in gradi di numero determinato, inquadrati in determinate Istituzioni (in questo caso la Magistratura). Che, ripeto, sono composte da umani, e quindi con tutti i difetti del caso.

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    9. Nessuno lo mette in dubbio, Sundance. Ma se tu magistrato giudicante (caso Cesaroni) non fai intervenire in aula i consulenti della Parte civile, se accetti una perizia che dice solo il contrario di tutto senza portare analisi di laboratorio a sostegno delle proprie conclusioni (e quindi una perizia che di scientifico non ha assolutamente nulla), se non tieni conto che persino l'Odontologo forense della difesa contesta il perito su un punto decisivo, se non calcoli affatto una consulenza della Parte civile e la tieni fuori al momento di scrivere le motivazioni della sentenza, vuol dire che ti stai attenendo ad un comportamento più doloso che colposo. Insomma: stai combinando insieme le cose in un certo modo. Questo comportamento non ha a che fare con quell'errore umano che tu giustamente attribuisci anche a un giudice e che può minare la giustizia. Qua stai facendo le cose apposta in un certo modo. E sono tra l'altro violazioni di procedura. Poi: se tu Cassazione non fai rispettare le regole, ti stai uniformando anche tu a un comportamento sospetto e molto discutibile.

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    10. Complimenti Daniele, complimenti di vero cuore. Hai lottato per la voglia di verità, con mille ostacoli e non pochi bastoni tra le ruote.
      Ho letto da capo a fondo il tuo blog, e, ti ringrazio per avermi fatto nascere la voglia di verità e giustizia.
      Sono con voi, cari ragazzi, Daniele, Maria e tutti quelli che amano dare "giustizia eterna" ai Santangelo, ad Angela a Dick.
      Vogliamo il nome del "mostro di via Caravaggio", lo vogliamo sbattuto su tutti i giornali e in tv; vogliamo ed abbiamo "sete" di giustizia divina.
      Lo stato ha fatto flop, non ha saputo dare un nome in 40 anni "AL MOSTRO" ed adesso la procura(che peraltro lo possiede da 361 giorni) che fà? Lo vuole tacere??
      E noi chi siamo il nulla?? Noi vogliamo che la famiglia "perbene", perchè era gente perbene, venga ricordata come si deve;
      Sono con voi; E lotterò con voi, fin quando non vedrò il nome.
      Promesso.

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    11. Grazie per i complimenti.

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  34. 36 anni fa si chiudeva il primo capitolo processuale sul caso della Strage di via Caravaggio (Napoli, 30 ottobre 1975) - Il 9 maggio 1978, nell'Italia scossa dal ritrovamento a Roma del cadavere dello statista Aldo Moro e nella Sicilia colpita dall'assassinio del giovane Peppino Impastato, terminava il processo di primo grado, presso la Corte d'Assise di Napoli, a carico di Domenico Zarrelli. Il processo era durato tre mesi e si era articolato attraverso una cinquantina di udienze dibattimentali, una sessantina di deposizioni testimoniali. La discussione finale del Pubblico ministero, dott. Liborio Di Maio, durò due giorni; durò tre giorni la discussione finale dell'avvocato di Parte civile dei Santangelo, Pietro Rocco di Torrepadula; durarono un giorno ciascuno le discussioni finali degli avvocati Ivan Montone e Andrea Della Pietra, due dei tre legali di Domenico Zarrelli; durò sette giorni la discussione finale dell'avv. Mario Zarrelli, fratello di Domenico e allo stesso tempo terzo componente del collegio difensivo. L'istruttoria dibattimentale si era basata sull'istruttoria formale condotta tra il novembre 1975 ed il marzo 1976 dal Sostituto Procuratore dott. Italo Ormanni e dal Giudice Istruttore dott. Felice Di Persia. Alle ore 11:30 la Corte giudicante, presieduta dal dott. Marino Lo Schiavo, entrò in Camera di consiglio. Ne uscì 10 ore dopo, alle ore 21:30, con il seguente dispositivo: la sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Napoli condannava Domenico Zarrelli a 30 anni per l'assassinio della zia materna Gemma Cenname e dello zio acquisito Domenico Santangelo, all'ergastolo per l'assassinio della cugina acquisita Angela Santangelo. Nella strage fu ucciso anche il cagnolino Yorkshire dei Santangelo, Dick.

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  35. Dunque: mi sembra evidente che con il trascorrere delle ore di questo venerdì 9 maggio 2014 sta sfumando la possibilità che la Procura della Repubblica di Napoli comunichi il risultato sulle analisi di laboratorio di Genetica forense condotte e concluse un anno fa su reperti del caso della Strage di via Caravaggio. A differenza di quanto ci aveva comunicato Il Mattino di Napoli lo scorso 29 aprile. Per fare una cronistoria rapida di quello che è successo: il 10 aprile 2014 Il Mattino annunciò l'acquisizione di un DNA (estraneo a quello delle tre vittime), identificato, analizzando macchie di sangue presenti su un reperto della scena del triplice delitto. Il quotidiano napoletano ci disse che il dato, a conoscenza del Sostituto Procuratore dott. Raffaele Tufano e sin da maggio 2013, sarebbe stato comunicato a breve. Qualche giorno dopo, Il Mattino tornò sull'argomento informandoci che il risultato sarebbe stato comunicato nella settimana compresa tra il 28 aprile e il 2 maggio. Il 29 aprile veniamo invece informati di un rinvio: la Procura avrebeb comunicato tutto dopo 7-10 giorni. Oggi siamo arrivati al decimo giorno e non è successo niente. Almeno fino ad adesso: ore 14. Che cosa dobbiamo pensare? E' molto semplice: essendo venuto fuori da macchie di sangue, inequivocabilmente il DNA ha identificato l'assassino. Affermare il contrario significa insultare l'intelligenza e sfidare la logica. Secondo: la Procura non ha comunicato niente per 365 giorni e ancora non ha fatto niente perchè l'assassino non può più essere processato. Terzo: è stata la Procura di Napoli a comunicare al quotidiano napoletano delle date, delle scadenze, alle quali poi non si è più attenuta (quindi venendo meno ad un impegno) oppure è stata la redazione del quotidiano che ha cercato di incoraggiare (con dei titoli) la Procura a dire, e nel più breve tempo possibile, ciò che sapeva? Domanda a questo punto d'obbligo: visto che dopo 10 giorni tutto tace. Però quì c'è anche un Diritto alla verità che non può essere ignorato. L'ordinamento giuridico, o per meglio dire chi lo applica, abbia anche rispetto verso il diritto alla verità. Io però vorrei dire anche un'altra cosa: se niente è successo è stato anche per altri due motivi. 1: i mezzi di comunicazione tradizionali (a parte il Tg2 in un servizio breve di metà aprile scorso) se ne sono completamente strafregati di questa svolta. Con il loro intervento, attivo e concreto, sarebbe stato possibile far smuovere veramente tutta questa faccenda. 2: mi dispiace doverlo dire ma sicuramente la Procura (che già ha dei suoi problemi a dover comunicare ciò che ha scoperto) non solo si sente poco motivata a fare una cosa difficile perchè nota che l'informazione nazionale e dei mezzi tradizionali se ne frega completamente ma anche perchè nota che presso i propri uffici non si è presentato, direttamente o rappresentato da un legale di fiducia, nessuno dei familiari o parenti ancora in vita delle vittime per chiedere conto di cosa è successo e del nome che è stato scoperto attraverso la prova scientifica. Quindi non è difficile che la Procura sta pensando anche questo "Ma possibile che pure ai parenti ancora in vita delle vittime non gliene frega niente? Eppure anche loro avranno letto i giornali, avranno saputo. Fino ad oggi nessuno di loro si è presentato da noi. Come se la cosa non li riguardasse. Allora noi nell'interesse di chi dobbiamo fare una cosa che già di per se è difficile da fare?".

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    1. Effettivamente Daniele il totale silenzio dei parenti non ci aiuta

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    2. Sinceramente penso che dovrebbe essere logico da parte loro rivolgersi alal Procura. Voglio dire: io parente di una vittima di omicidio apro il giornale, leggo che di nuovo ritorna in prima pagina la vicenda della morte violenta di un mio caro e che si parla di un DNA rivelatore acquisito da un reperto. Poi leggo che la Procura deve comunicare ciò che ha scoperto ma dopo due rinvii la Procura tace e torna il sielnzio. A questo punto, io parente che cosa faccio? Mi sembra ovvio che devo, con un legale o tramite un legale, recarmi presso la Procura competente e chiedere "Sentite, noi stiamo leggendo sui giornali tutte queste cose. Ne ha parlato anche il Tg2. Volete cortesemente spiegarci cosa sta succedendo? Che avete scoperto? Cosa sapete? Perchè alle notizie date dal giornale è seguito un vostro silenzio?". Insomma: un parente deve cercare di venire a capo di quello che sta accadendo chiedendo spiegazioni in Procura. Ma questo non deve essere interpretato come un mio rimprovero: sto spronando per invitare a capire che è normalissimo, e logico, agire così. Non serve starsene in disparte a fare da silenzioso spettatore. Si sta parlando dei loro cari. E quindi c'è il diritto e anche il dovere di andare a chiedere spiegazioni in Procura su quello che sta succedendo per cercare di capirci qualcosa.

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  36. Mettiamo che la Procura comunichi ufficialmente (non so come, perchè i risultati di indagini pre-processuali non si comunicano mai ufficialmente al di fuori del processo, ma al massimo trapelano ufficiosamente) il risultato delle analisi. Cosa succede? Noi sul forum magari ci permetteremmo di scrivere: "ah, ho capito, l'assassino è quindi il signor Tizio Caio! C'era il suo DNA sul telo". Ma a quel punto, il signor Tizio Caio, non processabile nè ora nè in futuro, oppure magari già processato e assolto, può tranquillamente adirarsi e querelare per diffamazione o calunnia colui che fa quella affermazione ("L'assassino è Tizio Caio") perchè non c'è stato e non ci sarà alcun processo che porti a una sentenza che stabilisca ciò, oppure perchè c'è già stata una serie di processi, e Tizio Caio è risultato definitivamente innocente.
    Cosa facciamo? Certo, avremo la "verità" (quella che noi sentiamo essere la verità), ma se non possiamo nemmeno parlarne liberamente, che verità sarà?
    E tutto ciò, sempre ammesso che esista un mezzo per conoscere ufficialmente il risultato di quelle analisi (qualcuno sa se esiste un canale ufficiale? Perchè quello ufficioso c'è già, e i giornalisti lo hanno comunicato).
    Non riesco a evitare di essere pessimista...
    Non so se qualcuno di voi abbia letto il libricino (pochissime pagine, si legge in mezz'ora) "Una storia semplice" di Leonardo Sciascia, oppure abbia visto il film omonimo di Emidio Greco del 1991 che si visiona facilmente su youtube. Ecco, credo che la situazione di questo tragico episodio di cronaca nera abbia qualche analogia con quella "storia semplice"....

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    1. Perché la legge è sbagliata e non è al passo con i tempi (i progressi delle Scienze forensi). E comunque, anche in generale, non riesco a farmene una ragione Sundance: se la legge riconosce che la Cassazione può sbagliare a condannare in via definitiva, e perciò dà possibilità un domani di poter sempre correre ai ripari, così deve accettare l'idea che può sbagliare anche nell'altro senso, e quindi dare anche lì la possibilità un domani di correre ai ripari. Non capisco come la legge possa aver accettato l'idea di sopportare un colpevole libero e impunito per errore del Tribunale senza stabilire possibilità di riparazione. Un colpevole fuori è grave quanto un innocente dentro. Mi dispiace ma io la penso così. Vedi poi quello che succede Sundance? Tu stesso ci hai fatto un quadro chiaro delle conseguenza: alla fine un colpevole si fa pure "chiatto chiatto" e usa la legge (che protegge lui) contro le persone perbene che invece hanno ragione e conoscono la verità.

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    2. Io nella sostanza sono d'accordo con te su tutto, tranne una cosa che va precisata. Mettiamo che ci siano casi alternativi ed escludentisi. Mettiamo due possibilità:
      - La prima prevede un colpevole libero mentre un innocente marcisce in galera.
      - La seconda prevede un colpevole libero e nessun innocente in galera.

      Di gran lunga il buon senso preferisce la seconda possibilità. Quindi io contesto la frase dei giorni scorsi secondo cui "avere un colpevole fuori è più grave che tenere un innocente in galera".

      Cosa mai ci può essere peggio che annientare la vita di un innocente?

      Per il resto, ripeto, sulla sostanza sono d'accordo con te.

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    3. Si ma sundance, se la Procura rivelasse il nome non direbbe "l'assassino e'...", ma piuttosto, "dalle analisi genetiche è risultato che il DNA estratto dai reperti risulta appartenere a...."
      Poi è chiaro che 1+1 fa due e che si capisce che quella persona a cui appartiene il DNA è in pratica l'assassino.
      Comunque se io fossi il giornalista Crimaldi domani, sabato, scaduti ormai i 7 giorni indicati dalla Procura, scriverei un nuovo articolo dicendo...
      La Strage di Via Caravaggio, un muro di silenzio da parte della Procura di Napoli... Perchè?
      .... Comunque qualcosa di provocatorio ......
      Daniele io sto scrivendo la bozza di una lettera eh???

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    4. Fai pure Maria se vuoi. Personalmente invece non so cosa fare. Ho la tremenda convinzione che è tutto inutile se la Procura non ha possibilità di trovare un rimedio (legittimo) a quelle regole che legano loro le mani da 1 anno. E quindi la storia potrebbe finire, così com'è, proprio oggi. Quello che so è che fino ad oggi ci stanno rimettendo solo i cittadini perbene e i familiari delle vittime e che la legge protegge chi non dovrebbe proteggere. In 1 anno questo è il terzo caso che termina in un modo da far venire dei nervi che non si possono immaginare: il 30 maggio 2013, la Corte d'Appello di Roma respinge l'istanza di revisione processuale dei condannati (per il duplice delitto delle bambine di Ponticelli-Napoli, luglio 1983) Ciro Imperante-Luigi Schiavo-Salvatore La Rocca perché giudica i numerosi dati a loro discarico sì trascurati nel 1983 da chi di dovere ma oggi privi del requisito di Novità e perché verso la fine degli anni '80 furono distrutti (e senza neanche aspettare il pronunciamento della Cassazione) i reperti che oggi, con le moderne Scienze forensi, avrebbero potuto fornire la prova scientifica della loro innocenza; il 26 febbraio scorso (dopo un processo d'Appello-farsa perché pieno di schifezze e irregolarità - le ho evidenziate ieri) la Cassazione ha confermato senza battere ciglio (nonostante i ragionevolissimi ricorsi di Procura Generale e Parte civile fatti propri dal Pm presso il Tribunale di legittimità) l'assoluzione definitiva di colui che era l'imputato dei processi sul delitto di Simonetta Cesaroni (Roma, agosto 1990); oggi (maggio - dopo un anno) non possiamo conoscere per bocca della Procura competente il nome della persona identificata con la prova scientifica (contenuta nel sangue) sul caso della strage di via Caravaggio (Napoli, ottobre 1975) perché nel frattempo il Codice di Procedura penale non si è messo al passo con i tempi nel rapporto Revisione processuale-nuova prova a carico di tipo scientifico. Insomma: è tutto sotto sopra. Tutto ingiusto. Non una cosa che sia andata nel verso giusto: inteso, per giusto, Giustizia.

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    5. Ma è per questo che ci siamo noi, Daniele, perchè dove tu hai lo scoramento, dove tu ti arrendi, dove la rabbia per le ingiustizie che si susseguono diventano per te insopportabili, ci siamo noi!!!
      Adesso iniziamo a martellare i media, poi martelliamo la Procura, poi ci andiamo a manifestare davanti alla Procura. Se qualcuno ha sbagliato anni fa questo non vuol dire che bisogna uccidere i Santangelo una seconda volta negando loro la verità, l'unica cosa sacrosanta rimasta.
      Io voglio tentarle tutte, quando avrò fatto cento buchi nell'acqua e quando non ci sarà più nulla che umanamente si potrà fare, forse deporrò le armi. Ma almeno non potrò recriminarmi di non averci provato

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  37. Credo che da che mondo è mondo ci sia sempre stato un divario tra verità giudiziarie e verità storiche. E più un paese è incivile più questo divario è ampio.
    Ma la verità storica è l'unica che alla lunga resta o si fa strada, l'unica da salvaguardre anche, alla faccia delle verità giudiziarie che spesso vengono cancellate e perfino dimenticate dalla storia.
    Esiste quindi un diritto di tutti a sapere la verità storica di un fatto!
    Questo diritto deve essere al di là e al di sopra di quelli che sono o sono stati gli errori giudiziari, al di sopra delle sviste della legge, e soprattutto più sacrosanto dei diritti di persone singole.

    La verità sulla strage di Via Caravaggio non può essere secretata! E' diritto di tutti sapere di chi è quel DNA ritrovato sulla scena del delitto. Che senso ha coprire o tradire la verità storica?. Al di là dei percorsi giudiziari dei singoli.
    Il governo ha appena desecretato i documenti di tante stragi italiane e adesso cosa facciamo? Secretiamo le novità sulla strage di Via Caravaggio?
    A me personalmente interessa solo relativamente il fatto che il signor Assassino plurimo vada o non vada in galera. Oso sperare che la sua comunque sia e/o sia stata una vita piena di falsità, di bugie, di incubi e di rapporti tutti falsati da questa storia, a cominciare dal rapporto con se stesso. Ma ci sono dei dati di fatto, delle verità che vanno consegnate alla storia di tutti e della giustizia nel suo senso più nobile e ampio.

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    1. Non posso darti torto cara Patrizia. Benvenuta nel Blog.

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    2. Sono io che ringrazio l'autore del blog per la completezza con cui ha affrontato la storia, la pacatezza e la sana, nobile e costante ricerca di verità.. per il metodo davvero scientifico con cui ha proposto le varie piste. L'ho letto tutto, giorno dopo giorno e via via mi sono accorta che pur tenendo conto di tutte le piste e ipotesi, in questa storia più ci si addentra e più si capisce che solo una è la pista "reale" . Mi viene da dire che sembra quasi di riuscire a vedere nelle ombre del tempo e di quella notte chi agiva e perfino chi arrivava poi ad aiutare a depistare. Ma lascio queste riflessioni a dopo, a quando si potrà parlarne liberamente. Perchè sono certa di una cosa, della forza della verità, che alla fine vince sempre (magari non coi tempi che vorremmo).

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    3. Nel 2011 io ero partito su questo caso ritenendo che la verità giudiziaria degli anni '80 corrispondesse alla verità storica. E per lungo tempo è stato così: avevo puntato la mia attenzione su un personaggio in particolare e per lungo tempo l'ho ritenuto l'autore della strage. Devo dire, anzi, che il mio Blog è stato a lungo totalmente a disposizione delle piste portate allora in Tribunale dall'avv. Mario Zarrelli. Naturalmente non perchè c'era da parte mia un interesse ad assecondare certe piste ma perchè sinceramente pensavo che la verità si nascondesse tra l'una e l'altra pista alternativa. Su una di queste due in particolar modo. E, gli Zarrelli un domani possono testimoniarlo, con loro ho avuto sempre un buon rapporto attraverso i nostri colloqui telefonici. Frequenti. Poi a un certo punto sono venute fuori delle novità. Ho cominciato a informarmi: volevo sapere a chi corrispondeva questa novità. E in due occasioni, due persone diverse mi hanno fatto intendere fin troppo chiaramente a chi corrispondeva questo DNA. E allora ecco che tutto si è completamente ribaltato: ho iniziato a ripercorrere daccapo, con molta attenzione, la vicenda giudiziaria degli anni '70-'80 e ho cominciato a vederla con occhi diversi e a capire tante cose. A collegare tanti dettagli. Anche alla luce di quanto il teste Tino Simonetti ha rivelato in tv sulla presenza di due persone. E tutto quello che prima mi sembrava Bianco è diventato Nero, anzi Nerissimo. Ho provato un forte senso di disagio, anche di orrore. E allora subito ho deciso di correre ai ripari: ho rispolverato e ricostruito per questo Blog tanti episodi e fatti che ruotavano attorno a una certa persona, ho ricostruito tutti gli elementi d'accusa che lo riguardavano, ho aiutato i miei lettori a prendere con me di nuovo tutti i pezzi di quel puzzle e ad aggregarli insieme per ricomporre il quadro sul quale avevano lavorato il dott. Ormanni e il dott. Di Persia. E molte cose mi sono parse, decisamente, effettivamente, più logiche e più convincenti. Correre ai ripari voleva dire anche altro: togliere via chi non c'entrava niente e contemporaneamente far sì che doppiamente alle vittime fosse restituita quella rispettabilità che meritavano. E tutto questo grazie alla Prova scientifica. Vorrei che in Italia tanti capissero il valore della Prova scientifica. Se mi volto indietro, però, devo anche dire che non era facile evitare di sospettare del dott. De Laurentiis: per una serie di elementi di sospetto che, messi insieme, facilmente traevano in inganno. Però, e questo bisogna assolutamente dirlo, è anche vero che qualcuno ci ha messo del suo per far pensare al povero dott. De Laurentiis: se tu traffichi in una casa per quasi 5 ore, hai tutto il tempo e tutta la possibilità di cambiare le carte in tavola e far pensare a chiunque fuorchè te. Quella notte si "trafficò" in quella casa: e furono cambiate le carte in tavola proprio per trarre in inganno tutti. Direi che l'inganno è anche riuscito. Solo la prova scientifica lo ha smascherato.

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    4. Esatto Daniele... Quella prova scientifica che neanche l'assassino conosceva, 40 anni fa, e che mai e poi mai pensava potesse incastrarlo 40 anni più tardi.

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  38. Il nome non verrà mai fatto per tutelare determinate persone, è quanto rivelato da un avvocato amico di famiglia. Mettiamoci l anima in pace!!!!

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    1. Certo, mi sembra giusto tutelare una bestia assassina piuttosto che una famiglia morta scannata..... Che schifo di mondo!!! Ho la nausea....
      Ci vado io davanti alla Procura a strillare, Retaux, poi mi arrestassero, ora col silenzio si stanno rendendo complici di un assassino

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    2. Se è stata la Procura a dire al Mattino "Comunicheremo ciò che sappiamo per il 29 aprile" e poi (arrivati al 29 aprile) "Rinviamo perché abbiamo bisogno di altri 10 giorni massimo" senza far sapere niente neanche alla scadenza del rinvio, è possibile quello che ha detto Retaux. E francamente mi viene difficile formulare l'ipotesi contraria: cioè non penso che Il Mattino si inventava delle scadenze temporali di testa sua senza aver avuto un contatto all'interno della Procura. Quindi è probabile che la Procura non ha mantenuto l'impegno, la parola data al giornale. Ha fatto due passettini in avanti e poi tre indietro. La lettera pubblicata il 22 aprile dal Mattino e spedita al dott. Crimaldi da chi sappiamo può aver fatto sentire (pur inconsapevolmente) condizionata la Procura? Oltre tutto, se il DNA appartiene proprio alla persona che mi è stata fatta intendere abbastanza chiaramente, con quella lettera pubblicata il 22 aprile i mittenti si sono fregati con le loro stesse mani. Perché in un passaggio della lettera l'autore scrisse "La persona in questione non è mai stata nella casa di via Caravaggio". Benissimo: allora mi devi spiegare com'è che troviamo il DNA su un asciugamano presente in quella casa, com'è che lo troviamo su un asciugamano della casa che è un reperto del triplice delitto, com'è che lo troviamo non solo su un reperto del triplice delitto ma per giunta in macchie di sangue (per compiere la strage fu usato un coltello presente in casa).

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  39. Maria io sono con voi ma purtroppo la realtà in cui viviamo è questa, più di mettermi a vostra disposizione in questo blog nn posso. Se volete il 22 maggio sarò a napoli e possiamo protestare quanto volete. Daniele questo avvocato il cane dick lo vide a suo tempo conservato in una soluzione ma a quanto pare erano solo un ammasso di peli irriconoscibili.
    Ps nemmeno quando purtroppo avremo la conferma che non ci verrà rivelato un bel niente ci dirai quello che sai e come???

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    1. Io non ce l'ho con te Retaux, figurati.... Lo so che in questo blog siamo tutti dalla stessa parte.....
      Io ce l'ho con chi ci sta privando della sacrosanta verità a cui tutti abbiamo diritto: la famiglia Santangelo (Dick incluso) prima di tutti, i parenti delle vittime e tutti noi onesti cittadini.
      Io mi presento davanti alla Procura, figurati.
      Daniele non ci può e non ci deve dire nulla... Deve farlo la Procura di Napoli

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    2. Più di quello che ho già detto fino ad oggi non posso dire Retaux. Mi sembra ovvio.

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    3. E comunque aggiungerei, Retaux, ormai c'è poco da capire.... Tra gli indizi di Daniele e la lettera a Il Mattino di Napoli il nome è "solo" una formalità.... Quando questo nome verrà fatto credo che ormai si sorprenderanno in pochi...
      Il problema adesso è un altro.
      Vogliamo la verità e la Procura di Napoli non ce la può negare. Non importa quanto scomoda, imbarazzante e difficile possa essere, la verità va detta punto. I cittadini onesti, la gente perbene devono essere tutelati dallo Stato. Negandoci la verità si continua a tutelare l'assassino, vivo o morto che sia

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  40. Cari amici, amaramente dobbiamo prendere atto che la giustizia non e' di questo mondo....men che meno dell'italia. aime'...

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  41. Certo che ho capito chi intende Daniele, ma mi interesserebbe anche la dinamica che ha ricostruito lui per confrontarla con la mia.

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    1. intendo dire che tutti noi (credo) abbiamo capito di chi tu parli tra i tre sospettati, ora quello che mi interesserebbe sapere è come hai ricostruito la dinamica del 30 ottobre 1975 per confrontarla con la mia ricostruzione. Non mi esprimerò qui sul tuo blog perchè so che tu non vuoi che si facciano nomi!

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    2. Né più né meno come ricostruì a suo tempo la dinamica la Procura di Napoli. Con alcune divergenze però: 1-Ritengo che la signora Cenname incaricò il marito di discutere con l'ospite perché non gli andava più di vederlo a costui 2-Angela stava uscendo dal bagno padronale e cercò di mettersi in salvo guadagnando la camera da letto matrimoniale e chiudere a chiave la porta, senza riuscirci 3-L'ospite si recò in via Caravaggio con la propria auto. Andò via poco dopo l'1:00 con la vettura del Santangelo e la lasciò in via Baldacchini. Alle 3 ritorna in via Caravaggio con un complice, a bordo dell'auto di quest'ultimo. Alle 5 lui e il complice vanno via. Quest'ultimo con la propria auto. L'ospite-assassino riprende di nuovo la macchina sua personale, lasciata parcheggiata tutta la notte in via Caravaggio 4-Due persone hanno trafficato in quella casa la notte stessa della strage, non la notte successiva. Per lasciare il falso indizio delle impronte di tacco è stata adoperata una scarpa di Domenico Santangelo (poi portata via assieme al suo doppio, pulita) 5-I guanti di gomma li ha usati il complice. Perciò il complice non ha lasciato tracce biologiche in giro.

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    3. Quindi non esisteva una testimonianza secondo cui la macchina del Santangelo mancava dal condominio sin dal pomeriggio...

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    4. Sei stato perfetto, ho solo qualche dubbio riguardo alle impronte di mani Guantate sul davanzale...se il complice indossava i guanti, cosa guardava dalla finestra?

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    5. @Sundance76: la testimonianza del portiere Ugo Putti esiste però a ben rimettere insieme i pezzi del puzzle (e a rimetterli bene insieme grazie al contributo delle moderne Scienze forensi) ritengo più forte la ricostruzione che ho riformulato e che ho esposto a Retaux. Anche perché: è vero che Domenico Santangelo aveva il posto auto nel garage condominiale (che poi era un parco adiacente al palazzo). Ma non si può neanche escludere che magari quel giorno, per qualche motivo, Santangelo decise di posteggiare la vettura lungo via Caravaggio, a qualche metro di distanza dal palazzo. E perciò il portiere non la vide alle 19. Oppure prese l'auto nel pomeriggio-quasi serata e tornò dopo le ore 19 a casa. @Retaux: sul davanzale della finestra non c'erano impronte guantate. Erano tracce di sangue prodotte da mani nude insanguinate. Qualcuno si era affacciato poggiando le sue mani nude, sporche di sangue, sul davanzale di quella finestra. Ritengo che ciò fu opera dell'assassino e che avvenne poco dopo aver materialmente compiuto la strage. Mani che poi ovviamente, successivamente, furono sciacquate facendo scomparire il sangue dalle stesse.

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  42. Io finché non viene fatto il nome non mi faccio condizionare dalle voci di corridoio.

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    1. Anche io sono il tipo che non si fa condizionare dalle voci di corridoio ma allo stesso tempo ritengo troppo serie (cioè: troppo serie per inventarsi i fatti o per parlare di cose inesatte) le due persone che in due separate occasioni mi hanno fatto capire, in privato.

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  43. Daniele, mi ha colpito molto la tua ricostruzione..
    Secondo te, quindi, Angela ha cercato di scappare..dal "mostro"..e chiudersi a chiave..in camera da letto..
    Cioè potrebbe essere entrata in cucina mentre il "folle" si scagliava sulla madre?
    Povera ragazza..
    Ma anche lei fu stordita prima con un qualcosa?
    Come si può pensare di non dire chi è questo "bastardo".
    Al di là dei processi, se è morto, Amen, se è vivo esiste "una pericolosità sociale"..
    E' uno che ha sgozzato 3 persone..e soffocato 1 cane..

    Sta storia mi stà facendo impazzire, L'Italia è il paese dei trastulli; Esiste "anche la tutela sociale" per chi uccide..

    Roba da matti!!
    Riflettete, la procura non fà il nome, qualunque esso sia, perchè non può agire per legge..e, lascia "l'assassino"(anche da morto se morto) trastullarsi "beatamente" come un angioletto..come se nulla fosse..

    Daniele che idee hai?


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    1. Sostanzialmente colloco la povera Angela in quel tipo di ricostruzione perché la sua migliore amica, Mary, mi ha sempre detto, sin dal 2011, che è impossibile che Angela si fosse coricata nel letto matrimoniale del padre e della matrigna. Cioè: per come la conosceva esclude che lei avrebbe fatto uso, per se, del letto matrimoniale dei suoi quando aveva a disposizione non solo un suo letto personale ma anche tutta una camera per se. Secondo me, uscendo dal bagno padronale se l'è trovato dinanzi (dopo l'aggressione a Gemma) e terrorizzata ha cercato di guadagnare la stanza più vicina per mettersi al riparo, senza riuscirci. Perché è stata bloccata sull'uscio (quindi inseguita), ha cercato di sfuggire ingaggiando una brevissima lotta ed è stata colpita al capo sempre con il corpo contundente. Che idea ho: caro Simone, come giustamente hai fatto intendere tu se uno è realmente colpevole e l'ha fatta franca per errore del Tribunale, il Ne bis in idem finisce per diventare la tutela legale e sociale di uno che non merita assolutamente né l'una né l'altra. E' una brutta, odiosa anomalia del Codice di Procedura Penale. Io sarò sempre per l'abolizione del Ne bis in idem. E spero che un giorno questa rivoluzione del Codice vi sia.

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  44. Volevo analizzare con voi il silenzio, strano, a mio parere della trasmissione "Chi l'ha visto".
    Evidentemente, la mancata pressione da parte dei familiari dei Santangelo, fà sì che il programma, non abbia fatto minimamente cenno dell'accaduto e della scoperta.

    Ok sono passati 40 anni, ma siamo a una svolta "epocale"; perchè tacere così?

    Se ognuno di noi, scrivesse al programma, o mandassimo una "petizione" firmata, potrebberp ascoltarci?

    Che dite?

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    1. Quello che penso anch'io, come mai tacciono 'ste trasmissioni? Anche Quarto Grado, che pure punta ancor di più al sensazionalismo....mah! Non è che sono state esercitate pressioni? E da chi? Altrimenti non si spiega.

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    2. Per Simone: neanche io mi spiego come mai la trasmissione Chi l'ha Visto? abbia ignorato questo caso, considerando che non sono i tipi che si fanno intimidire da chi che sia, avendo sfidato il Vaticano indagando nel caso Orlandi... Comunque io sto preparando una lettera che vi mostrerò prima di inviarla e continuerò a pressarli finchè non ottengo risultati. Sono stata buona in questo mese solo attendendo un cenno dalla Procura, ma ora basta.
      Per Simona X: anche se ci sono state pressioni da qualcuno per "addormentare" i media, noi dobbiamo comunque farci sentire.
      Io ho intenzione di scrivere a giornali e a trasmissioni televisive.
      Dopodichè mi presento personalmente alla sede di Chi l'ha Visto? (Io vivo in prov, di Rieti, Roma non è lontana) e poi vado a fare un sit in davanti alla Procura di Napoli.
      Chi è con me? Garantisco rispetto, toni pacati, legalità. Ma rimango ferma nella mia/nostra posizione di ottenere verità

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    3. Attraverso miei contatti, ho chiesto un interessamento a Chi l'ha visto? e a Quarto Grado. L'ho fatto proprio ieri sera. Sono in attesa di sapere la loro risposta. Nel caso fossero interessati, ho chiesto di far mettere in contatto le redazioni dei due programmi tv con il giornalista del Mattino di Napoli dott. Giuseppe Crimaldi.

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    4. Bene Daniele. Facci sapere. Quando ho terminato la lettera ho bisogno di una tua consulenza per completare la lettera, alcuni dettagli tecnici che tu conosci. Comunque, per correttezza, pubblicherò la lettera sul blog.

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    5. Si potrebbe mandare la lettera anche a Lucarelli e Augias, insomma a tutti quelli che si sono occupati del caso sui media e che, se sono coerenti con l'interesse a suo tempo manifestato e suscitato, dovrebbero e potrebbero dire anche loro qualcosa. Anche Bocci e Anna Maria di Giulio che era consulente scientifica di "il giallo e il nero" ma risultava essere anche Vice Questore aggiunto della Polizia di Stato - Direttore dell'UACV, esperta dell'Unità Delitti Insoluti .

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    6. Ad Augias scrissi tempo fa....sto ancora aspettando che risponda...Lucarelli forse...oppure Bocci e di Giulio...forse potrebbbero rispondere...mah; chi l'ha visto mi ha detto che aspettano dati ufficiali e Nuzzi,Quarto Grado, contattato via Facebook mi ha ringraziato per la segnalazione; forse pero' se arrivano valanghe di email...

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    7. Ma pensa, ma quando mai CLV ha aspettato dati ufficiali prima di parlare di storie anche molto lontane nel tempo? Anzi, ne ha parlato proprio perché magari dimenticate e per sollecitare ulteriori indagini, per non farle cadere nell'oblio. Ma mi facciano il piacere! (come direbbe Totò)

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    8. Comunque Il Giallo e il Nero è stato cancellato come programma tv. Nel senso che la Rai non è interessata a produrre altre "stagioni". Me lo ha comunicato recentemente l'ideatore della trasmissione.

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    9. Per Simona X, anche io sono delusa dall'atteggiamento di Chi l'ha Visto? devo dire. È un programma che seguo da 20 anni ma mi stanno deludendo. E non mancherò di farglielo sapere. Tra le varie lettere che sto elaborando ce ne sarà una ad hoc per loro in cui esprimerò, sempre con il dovuto rispetto ed i toni pacati, tutto il mio disappunto e la mia profonda delusione. Anche perchè "lamentarmi" con voi del blog e basta non serve a niente.

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  45. Fare casino, questa è la via. Ricordate che in Italia più si strilla più si viene ascoltati. O questo dna non è vero che è stato trovato ed è tutta una finta, o i risultati si rendono pubblici. Chi l'ha visto 2 anni fa fece un'ora di trasmissione per far rianalizzare i reperire, ora che si dice abbiano un risultato fanno finta di niente? Ridicoli... Contattarli subito

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    1. Purtroppo "Più si strilla più si viene ascoltati". Perché non è normale che quando si tratta di casi clamorosi, di processi clamorosi, di vicende che assumono un rilievo mediatico l'autorità competente si muove o non si muove, si muove così o si muove colà, a seconda della pressione mediatica. E' un fenomeno negativo della società. Visto però che sono stesso i magistrati a dimostrare che le cose "le vogliono così", allora uno a questo punto deve prendere le sue contro-misure e difendere un lavoro. Anche perché stavolta è per un nobile scopo, per una giusta causa. Non è per influenzare un processo, non è per sostituirsi alla giustizia ma è per far conoscere la verità su un crimine tra i più spaventosi che ci sono stati in Italia negli ultimi 40 anni.

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    2. Sono d'accordo con Max. Basta aspettare. Basta rimanere prigionieri di questa attesa che diventa frustrazione. Bisogna strillare. E dobbiamo iniziare a farlo finchè qualcuno non inizia a darci retta e ciò che trapela insistentemente da mesi deve diventare voce ufficiale.
      Il pubblico non può essere preso in giro perchè la Procura deve coprire qualcuno

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  46. Ciao Daniele, hai per caso provato a contattare Crimaldi o qualche altra persona di tua conoscenza al Mattino per sapere qualcosa in merito al silenzio della Procura?

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    1. Si ma non ho avuto risposta.

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    2. Dammi l'email di Crimaldi. Gli scrivo io. Visto che la Procura lo ha preso in giro facendogli fare questa figuraccia con i lettori ora lui dovrebbe scrivere un bell'articolo sulla serietà della Procura nel mantenere la parola e su come il diritto di tutti alla verità venga calpestato

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    3. Te la scrivo in privato, in Facebook.

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    4. Ok grazie Daniele. Ovviamente ti manderò in visione la lettera prima di spedirla, per correttezza nei tuoi confronti

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  47. Pensavo la stessa cosa di daygo.

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  48. A me ieri crimaldi ha risposto. Mi ha detto che è ottimista e che per lui è questione di poco, e che se finirà come la classica vicenda italiana si farà sentire sul giornale.

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    1. Se ha detto così sono contento. Ma è chiaro che comunque, arrivati a questo punto, vedo molta incertezza sul futuro.

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  49. buongiorno a tutti e complimenti a Daniele.
    In attesa degli esiti, una ipotesi di approfondimento
    1) auto dei Santangelo. Mi domando: se era intenzione della famiglia partire (forse il giorno successivo?), che senso avrebbe avuto lasciare l'auto per una sempplice batteria scarica così lontano da casa? Se l'auto era in panne, come avrebbe fatto il Santangelo a parcheggiarla con entrambe le ruote sul marciappiedi?

    2) Pistola. Mi frulla un'idea in testa. Pro' essere che il Santangelo, esasperato abbia provato a minacciare con la sua pistola l'interlocutore ? E che quest'ultimo si sia infuriato, abbia perso la testa e abbia fatto tutto il resto..?

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    1. Ipotesi 2) la escludo. Ipotesi 1): il giorno dopo (31 ottobre) Gemma Cenname doveva tornare a Villa del Pino per lavoro. Non penso quindi che la famiglia Santangelo aveva progetti fuori casa. L'assassino lo volle dare a credere, perché comunque era il periodo 31 ottobre-2 novembre. Il 30 mattina la Cenname (che era invece in ferie per quel giorno 30) doveva recarsi dai suoi parenti a Camigliano. Doveva andarci assieme a Fausta Cenname e a Evelina Cenname in Zarrelli. Poi non se ne fece più niente perché Evelina Cenname in Zarrelli si sentì poco bene. Angela pare che per fine mese doveva spostarsi fuori Napoli per andare a trovare la madre defunta o qualcosa del genere. Questo almeno è ciò che mi ha raccontato Mary, la sua amica. Angela glielo avrebbe detto a Mary intorno al 20 ottobre.

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    2. Penso (è la mia ultima ipotesi ma stavolta definitiva) che fu l'assassino a prendere l'auto del Santangelo e a fermarla in via Baldacchini.

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  50. ciao daniele, innanzitutto complimenti per la cura e la professionalità mostrata nell'occuparti di questo caso e per la tenacia che hai dimostrato in tutto questo tempo.
    da semplice spettatrice e curiosa ho letto tutto ciò che hai scritto su questo blog ed anche su altri siti. io ho 36 anni e quando è stata compiuta la strage non ero ancora nata ma è un ricordo molto forte in alcuni familiari che pur non conoscendo affatto le vittime rimasero molto impressionati dall' eccidio. io ho pensato una cosa. probabile che l'assassino agì sotto effetto droga. qualora fosse “un giovane scapestrato", possibile che nella sua vita sopra la righe, non rientrasse anche l'uso di hashish o di qualche droga sintetica?? negli anni 70’ si inizia ad avere un forte utilizzo di stupefacenti da parte di giovani contestatori che amavano vivere a 360 gradi

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    1. Considerando che gli inquirenti del '75 hanno radiografato da cima a fondo la vita di chi sappiamo, contandogli anche quanti capelli aveva in testa, lo escludo. Sarebbe emerso nella vita privata di quella persona. Quindi non ne faceva uso.

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  51. come riferisci tu, Daniele, e come credo sia agli atti, in una intercettazione tra la zia di Domenico zarrelli e il marito (credo) si parla di un assegno e dei sospetti che la stessa nutrisse nei confronti del nipote.Addirittura lei ipotizzava l'assassinio nel giorno del ritiro dell'assegno, o il giorno dopo. Si puo 'sapere di che assegno si tratta?

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  52. La mia fonte di questo episodio dell'intercettazione è un libro scritto dalla giornalista Rai Marisa Figurato, dal titolo "Napoli, sangue e misteri" e pubblicato nel 2004. Ma sono certo che è anche agli atti del processo di primo grado o agli atti dell'istruttoria formale (purtroppo non sono riuscito a reperire in questi tre anni una copia delle motivazioni della sentenza di primo grado del processo Domenico Zarrelli). La dott.ssa Figurato è una giornalista troppo nota e seria per inventarsi le cose. La telefonata era tra Lavinia Cenname e Franco Cenname (zia e nipote). Di più non so su questo assegno del quale si parlò in quella telefonata.

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